Le pizze della solidarietà a Pompei, cibo per i medici in trincea contro il Covid

Salvatore Piro,  

Le pizze della solidarietà a Pompei, cibo per i medici in trincea contro il Covid

Coronavirus, pizze gratis a medici e infermieri. L’ultima iniziativa di solidarietà parte da Pompei. Da domani, fino a giovedì 26 novembre, saranno consegnate circa 140 pizze al giorno ai sanitari dei due Covid hospital di Boscotrecase e di Castellammare di Stabia. «Un gesto per ringraziare medici e infermieri per il lavoro che stanno svolgendo in questi difficili momenti», fa sapere l’amministrazione di Pompei guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio. L’ultima staffetta di solidarietà per i camici bianchi, ora in trincea contro il Covid-19, è nata ieri, quasi per caso, nel parco cittadino della Fonte Salutare, dov’era in corso la prima della 4 giorni di beneficenza già indetta però dall’amministrazione solo in favore dei poveri e delle famiglie messe in ginocchio dalla crisi economica dovuta alla pandemia. «Durante i primi momenti della manifestazione – ha spiegato ieri l’assessore Michele Troianiello – abbiamo pensato di estendere l’iniziativa anche a chi, in questo momento, sta lottando in corsia e più di ogni altro per salvare vite umane». L’intero evento è promosso dal Comune di Pompei in collaborazione con l’azienda napoletana Mulino Caputo e il “brand ambassador” Vincenzo Iannucci. «Da tecnico dell’azienda Caputo, oltre che da cittadino adottivo di Pompei», ha detto Iannucci. «Sono onorato di fare parte di un gioco di squadra, messo in campo esclusivamente per aiutare il prossimo. Quale pizza abbiamo scelto? Semplice, la migliore. La Margherita». Due i forni allestiti, fino al 26 novembre, nel villaggio della pizza di Pompei contro il Covid-19. Una media di 300 pizze al giorno saranno distribuite gratuitamente, oltre che negli ospedali, alle famiglie bisognose attraverso le associazioni di volontariato, la Caritas e il Forum dei Giovani. Altre 90 pizze saranno consegnate quotidianamente pure alla mensa dei poveri, gestita in città dalla Caritas nella casa del Pellegrino. «E’ un primo passo per poter raggiungere i cosiddetti invisibili» il commento dell’assessore Vincenzo Mazzetti.

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