Posti azzerati, incassi ko. L’ultimo sos degli hotel della Campania: «Dal governo solo mance»

Salvatore Dare,  

Posti azzerati, incassi ko. L’ultimo sos degli hotel della Campania: «Dal governo solo mance»

«Qui è tutto fermo già da settimane. Stando alle nostre stime, dal primo lockdown ad oggi c’è stato un crollo clamoroso, pari all’80 per cento di presenze e dunque anche di fatturato. L’unica salvezza è il vaccino».

Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e penisola sorrentina, snocciola numeri terrificanti dell’effetto della pandemia sul settore turistico. «Siamo in grossa difficoltà ed il governo ci ha trattato malissimo» aggiunge amaro il numero uno degli albergatori. «Finito il mese di settembre, qui si è bloccato nuovamente tutto – sottolinea Iaccarino – I fatturati delle attività sono in caduta libera e sicuramente ci sono ripercussioni inquietanti per i lavoratori, a partire da quelli stagionali. Le risposte giunte sinora dal governo centrale sono insufficienti, mediocri e anche miopi».

Iaccarino si sfoga: «In Campania, specialmente lungo la fascia costiera, si è lavorato circa due mesi pieni e soltanto con il mercato interno – continua il presidente Federalberghi – A ciò bisogna aggiungere che vi è stata una politica improntata a prezzi rivisti al ribasso con l’introduzione del famoso bonus vacanze. Al momento reputiamo grave che il governo non tenga conto della peculiarità del territorio e delle sue eccellenze». Il presidente degli albergatori campani evidenzia che «a dispetto di altre zone del Paese, nella nostra regione la prevalenza del mercato riguarda movimentazione estera. Che è stata praticamente ferma dal lockdown a oggi. Ecco perché si sarebbe dovuta mettere a punto una strategia del tutto differente, ben distante da questi ristori, chiamiamoli così». Iaccarino, infatti, precisa che «il governo ha gestito malissimo la situazione nei confronti degli albergatori. Sono state escluse dalle città d’arte tutte le località costiere. E poi, aggiungo un’altra considerazione. Ipotizzare un ristoro massimo di 150mila euro per le strutture alberghiere rappresenta una cosa insensata. A mio avviso, sarebbe stato molto più corretto e giusto individuare la somma rapportandola al fatturato pre lockdown. A quel punto saremmo stati dinanzi a un provvedimento davvero incisivo. Ora invece prendiamo giusto una mancia. Anzi no, una mancetta». In tutto ciò appare molto limitato il ruolo che può essere ricoperto dai Comuni: «Cosa possono fare i sindaci? A Sorrento giustamente l’amministrazione intende convocare gli Stati generali del turismo e questo rappresenta un’apertura doverosa e apprezzata verso l’indotto. Però se non ci sono mosse autentiche e condivise da Roma allora molto viene vanificato». Iaccarino ripete un suo ritornello: «Dobbiamo partire oggi per individuare tutti assieme il piano di comunicazione e pubblicitario per la Campania – dice il presidente di Federalberghi – Serve marketing, serve mettere in copertina il nostro brand. Siamo realtà incredibili che possono offrire eccellenze, nei luoghi e nei professionisti».

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