Boom di tumori tra i vigili di Pompei: inchiesta Arpac ferma, terrore tra gli agenti

Salvatore Piro,  

Boom di tumori tra i vigili di Pompei: inchiesta Arpac ferma, terrore tra gli agenti

Escalation di tumori tra i vigili urbani, le indagini dell’Arpac sulla sede del Comando sono ancora ferme al palo. Eppure il 7 ottobre scorso, il sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio fu perentorio: “Ho appreso le preoccupazioni del nostro comandante, Gaetano Petrocelli, e dell’intero corpo dei vigili di Pompei sulle cosiddette morti sospette oltre che su un’ispezione nella loro sede in piazza Schettini che non è mai avvenuta. Ho così immediatamente provveduto a far contattare Asl e Arpac: è un atto dovuto dinanzi al quale l’amministrazione non può tirarsi indietro”. Frasi, queste, rilasciate dal primo cittadino all’esito di una riunione svoltasi il mese scorso, nella sede municipale di Palazzo De Fusco, con la delegazione trattante composta da diversi rappresentanti sindacali della polizia locale di Pompei. Una riunione drammatica nella quale il comandante Petrocelli, unitamente ai sindacati, lanciò l’ennesimo sos sulla strage silenziosa che, negli uffici di piazza Schettini, va avanti da 3 anni. Sono 4 i vigili urbani morti per cancro dopo aver lavorato, a partire dal 2017, nella sede del comando della polizia municipale di Pompei. Altri 3 casi di tumore sono stati riscontrati, nel corso del 2019, tra i vigili cosiddetti amministrativi. Quelli che, per intenderci, non lavorano per strada, ma restano dietro la scrivania per inserire dati nei pc o più semplicemente per sistemare archivi polverosi, carte e faldoni vecchi e infinitamente preziosi per il buon andamento della macchina burocratica. L’escalation dei tumori mortali, registrati negli ultimi 3 anni in città tra i vigili e i dipendenti, è inquietante. Il sospetto, legittimo, è che la strage silenziosa abbia inizio proprio qui, nella sede del Comando, dove nel corso del tempo potrebbero essersi annidate – all’interno degli uffici o nel corrispondente sottosuolo – presunte sostanze nocive, che avrebbero così influito sulla drammatica escalation tumorale. Un allarme che il comandante Petrocelli aveva del resto già segnalato, in tempi non sospetti, ai dirigenti comunali competenti, chiedendo loro di avviare specifiche indagini ambientali. Indagini richieste a gran voce, lo scorso 7 ottobre, anche dal sindaco. Ma Lo Sapio, così come il comandante, è finora rimasto inascoltato. La richiesta del sindaco, già inoltrata all’attuale dirigente del Comune di Pompei, responsabile della sicurezza sui luoghi di lavoro, resta in pratica lettera morta. Al termine dell’ultima delegazione trattante, infatti, Lo Sapio intimò a chi di dovere di provvedere a contattare i tecnici Arpac per avviare le dovute indagini ambientali. Ad oggi, però, ancora nulla è stato fatto.

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