La strage silenziosa nell’ospizio focolaio, un altro morto a Pimonte

Elena Pontoriero e Salvatore Dare,  

La strage silenziosa nell’ospizio focolaio, un altro morto a Pimonte

Ancora una vittima del Covid 19 a Pimonte. Si tratta di un altro ospite della casa di riposo “Il Gelsomino”. E’ il sesto decesso nel giro delle ultime settimane accertato all’interno della struttura di via Antonio Vuolo. Paura anche a Piano di Sorrento: qui, all’interno della casa di riposo San Michele Arcangelo, ci sono 37 contagiati (30 tra gli ospiti e 7 del personale) su un dato complessivo di 70 tamponi effettuati.

Pimonte

Lontano dai familiari e anche dagli amici, l’ultimo anziano che era in gravi condizioni è morto in ospedale, dove era stato ricoverato alcuni giorni fa. A oggi si contano ancora sette casi positivi al virus all’interno della casa di riposo “Il Gelsomino”. L’ansia ha preso il posto dei sorrisi, cancellando la tranquillità quotidiana degli anziani che restano isolati nella struttura, senza poter abbracciare i propri figli e nipoti. L’ultima candelina su cui ha soffiato l’ultima vittima, una nonnina, il 7 ottobre scorso: in occasione del suo 91esimo compleanno si erano riuniti nella sala comune tutti gli ospiti che, allegri, avevano festeggiato il nuovo traguardo dell’amica. Una festa immortalata in un video girato dagli operatori sanitari e postato sulla pagina social de “Il Gelsomino”. Un giorno che sembra lontano dopo i decessi che si sono susseguiti da metà mese a oggi.Il Covid ha messo a dura prova quelli che erano già fragili, i nonnini, ma anche chi è chiamato ad assisterli e proteggerli anche dalle paure: «Non sappiamo se ce la faremo stavolta – dice un operatore sanitario dell’ospizio – A marzo tra noi c’era l’entusiasmo di chi vuole combattere una sfida difficilissima, ci caricavamo con l’idea che stavamo facendo qualcosa di importante. Ora no, ora è peggio, ora siamo stanchi: non dal punto di vista fisico, ma psicologico, siamo feriti sul piano emotivo, c’è la sensazione che questa vicenda non finisca mai.Ma nonostante questo non ci possiamo arrendere. I pazienti si sentono abbandonati, non possono vedere i propri famigliari, al massimo riescono a fare un paio di videochiamate al giorno. Noi, poi, indossiamo lo scafandro, siamo coperti da capo ai piedi e non possiamo toccarli: i pazienti di noi vedono soltanto gli occhi, è l’unico contatto umano che hanno. Togliersi le protezioni è il momento più delicato della giornata, quello in cui rischi di più di essere contagiata».

Piano di Sorrento

Anche a Piano di Sorrento un vero e proprio focolaio di Covid-19 all’interno di una struttura residenziale per anziani, la San Michele Arcangelo. Nell’ospizio attualmente, oltre a 7 operatori della struttura, sono 30 gli ospiti risultati positivi al tampone, fortunatamente tutti con sintomi molto lievi, come spiega il sindaco della cittadina costiera, Vincenzo Iaccarino.«Con la nostra protezione civile siamo vicini in questo difficile momento al direttore, al personale e agli ospiti tutti della struttura in sinergia con l’Unità Operativa di Prevenzione Collettiva dell’Asl e al referente Asl per le Rsa, il dottor Antonio Coppola».

CRONACA