Scafati. Frattura su Santocchio, ora l’esame bilancio

Adriano Falanga,  

Scafati. Frattura su Santocchio, ora l’esame bilancio

Dovevano sfiduciare il presidente del consiglio comunale Mario Santocchio, erano partiti in nove mercoledì sera, ma sono rimasti in sei venerdì, quando la sfiducia è sfumata a favore della richiesta di dimissioni. La Lega di Laura Semplice e Giovanni Bottone con Ida Brancaccio (che di fatto prende le distanze dalla decisione del suo capogruppo Pasquale Vitiello) di Insieme Possiamo, in due comunicati rivendicano la richiesta di un incontro con il sindaco, ribadendo però la tenuta della maggioranza e soprattutto l’intenzione di non sfiduciare nessuno in questo momento.

«E’ necessario un democratico confronto» sottolinea Ida Brancaccio. Domattina vertice con il primo cittadino e in serata il consiglio comunale, dove all’ordine del giorno vi è il voto al bilancio consolidato, che richiede l’approvazione dalla maggioranza assoluta. Caso contrario tutti a casa. E in questa occasione che sarà palesata la reale volontà di Pasquale Vitiello, Daniela Ugliano, Antonella Vaccaro, Camillo Auricchio, Paolo Attianese e Anna Conte. In queste ore Santocchio cerca la mediazione, mentre l’opposizione insiste sul tema farmacie. La mozione approvata mercoledì grazie al voto (forse distratto) di Bottone, impegna l’amministrazione a presentare in aula gli ultimi due bilanci delle cinque farmacie, oltre a chiedere all’attuale ragioniere capo Francesco Cardaropoli se tali documenti contabili non dovessero entrare nel bilancio consolidato. La risposta è arrivata appena 48 ore dopo. L’economo spiega di aver chiesto al Consorzio Farmaceutico copia degli ultimi due bilanci in data 5 novembre, senza ricevere riscontro. Di contro, le farmacie non rientrano nel bilancio consolidato perché il comune di Scafati non è più socio del Consorzio, come deliberato due anni fa dalla commissione straordinaria. «Il Comune è proprietario di cinque farmacie, rispetto alle quali è scomparsa la convenzione con il Consorzio per la gestione, ed è scomparso il bando di vendita, elemento fondamentale del Piano di rientro approvato dalla Corte dei Conti – le parole di Michele Grimaldi – Ma soprattutto cinque farmacie delle quali non si conoscono né i bilanci, né l’inventario di magazzino, né chi le stia gestendo e perché. Salvati e Santocchio affermano che il bilancio delle farmacie non può essere esaminato nell’ambito del Bilancio Consolidato perché il Comune non fa più parte del Consorzio delle farmacie. Ma al tempo stesso dicono che non può essere esaminato nemmeno nel bilancio previsionale perché il Comune non lo conosce, in quanto a gestire le farmacie sarebbe proprio il Consorzio». Sembra un paradosso, ma è di fatto ciò che sta accadendo. «Ci troviamo dinanzi ad una palese follia contabile, e alla negazione della realtà: secondo lor signori dunque le farmacie comunali non esistono, sono una invenzione delle opposizioni. Temiamo però che la Corte dei Conti e gli altri organi preposti non la penseranno allo stesso modo».

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