La tratta dei rifiuti dal Vesuvio alla Libia e l’ombra dei clan sul business delle pezze

Andrea Ripa,  

La tratta dei rifiuti dal Vesuvio alla Libia e l’ombra dei clan sul business delle pezze

I tir imbottiti di rifiuti speciali dovevano arrivare in Libia. Lì, presumibilmente sarebbero stati scaricati quintali di materiali potenzialmente tossici. Dietro il maxi sequestro effettuato ieri mattina dalla guardia di finanza di Nola disvela le nuove tratte dello smaltimento illecito dei rifiuti. Camion che dal nord e dalla provincia di Napoli partivano, diretti in Africa. E secondo quanto sospetta la magistratura, accertamenti in tal senso saranno effettuati proprio nei prossimi giorni, dietro l’ennesimo giro di rifiuti trasportati e pronti per essere smaltiti illegalmente potrebbero esserci gli interessi delle organizzazioni criminali del territorio. Un maxi sequestro di 50 tonnellate, effettuato in due distinti interventi da parte della guardia di finanza di Nola e i funzionari dell’ufficio dogane della sezione bruniana, capace di riaccendere i riflettori sulla tratta dei veleni all’ombra del Vesuvio. Durante un primo controllo sono state trovate tre tonnellate di rifiuti, tra serbatoi e pneumatici usati e degradati, impacchettati e caricati su tir dichiarato vuoto pronti per essere spediti in Africa. Altre 46 tonnellate di vestiti, scarpe ed altro materiale vario, ancora conservato nei sacchetti per rifiuti, dichiarati “oggetti da rigattiere”, su altri camion provenienti dalla Svizzera. I finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Nola assieme ai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Napoli 2 – Sezione di Nola sono riusciti a scoprire e bloccare questa operazione di traffico internazionale illecito di rifiuti, dopo una attenta analisi dei rischi, con due distinti interventi. Il camion bloccato con 3 tonnellate di rifiuti era diretto in Libia, nel Nord Africa. In particolare, grazie al costante monitoraggio dei flussi dei beni dichiarati “usati”, sia in import che in export, i funzionari e finanzieri di Nola, hanno individuato su un autocarro, dichiarato vuoto e destinato in Libia, 3 tonnellate tra rifiuti e materiali degradati (serbatoi, pneumatici usati), mentre in tre autocarri provenienti dalla Repubblica Elvetica, sono stati rinvenuti oltre 46 tonnellate di vestiti, scarpe ed altro materiale vario, ancora conservato nei sacchetti per rifiuti, dichiarati “oggetti da rigattiere”, senza il rispetto delle norme che disciplinano il traffico dei rifiuti. Nel mirino della procura di Nola sono finiti gli autotrasportatori, che sulle bolle di viaggio non avevano denunciato nulla, i destinatari, cioè coloro che all’arrivo attendevano i camion e anche gli imprenditori delle azienda da cui i tir ora sotto sequestro sono partiti. Tutti denunciati all’autorità giudiziaria. Dietro quei carichi di pezze e pneumatici dismessi potrebbe esserci altro. Ecco perché gli inquirenti dovranno accertare se sul business dei rifiuti tra la provincia di Napoli e l’Africa del nord ci siano le mani della criminalità organizzata. Tuttavia il maxi sequestro di tonnellate conferma l’efficace sinergia tra ADM e la Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti, a presidio dei flussi commerciali da e per l’estero, a tutela del mercato e dei liberi scambi e alla salvaguardia dell’ambiente e della salute.

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