Di Martino, padrino inafferrabile: il boss di Gragnano è latitante da due anni

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Di Martino, padrino inafferrabile: il boss di Gragnano è latitante da due anni

E’ l’alba del 5 dicembre del 2018. Un esercito di uomini in divisa stanno notificando un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a una ventina di indagati. Nella lista ci sono camorristi di rango, spacciatori, esattori del pizzo, presunti colletti bianchi. E’ c’è anche il nome del nuovo boss di Gragnano, l’ultimo erede della dinastia criminale fondata da suo padre, Leonardo Di Martino, alias ‘o lione. Ma quando le forze dell’ordine bussano alla porta di Antonio Di Martino trovano solo un letto sfatto e qualche cianfrusaglia. Da quell’alba di due anni fa il boss di Iuvani è diventato “invisibile”. Lo cercano ovunque da più di settecento giorni. Secondo molti è ancora nel suo feudo, nascosto tra i casolari dei Monti Lattari. Per altri è scappato fuori regione, o addirittura all’estero. Sta di fatto che il figlio del padrino è sparito nel nulla. Ma nonostante ciò sarebbe rimasto saldamente al comando di una delle cosche più potenti e pericolose dell’intero panorama criminale campano. Sul suo capo pende un mandato di cattura per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Accusa che gli viene contestata nell’ambito dell’inchiesta “Olimpo”, l’indagine sul patto tra clan per spartirsi l’affare pizzo tra Gragnano, Castellammare e Pompei. Di Martino è imputato anche in altri processi per spaccio e traffico di droga. E in questi mesi, anche da latitante, il suo nome è finito al centro di diverse indagini che hanno travolto la criminalità della zona stabiese. Dall’inchiesta per estorsione che si è conclusa con l’assoluzione, in primo grado, per suo fratello Michele, per finire ai racconti del nuovo pentito Pasquale Rapicano. L’ex trafficante legato ai D’Alessandro ha addirittura tirato in ballo il nome del boss in fuga come il possibile mandante dell’omicidio di Nicholas Di Martino, il ragazzino di diciassette anni ucciso da una coltellata alla gamba, a Gragnano, a fine maggio. Sempre Rapicano ha svelato di aver fatto affari con Di Martino nell’ambito dell’acquisto di partite di marijuana prodotte dalla cosca di Iuvani. Retroscena che hanno gettato ombre ancora più inquietanti sulla figura criminale del boss latitante. Sullo sfondo, poi, c’è la fittissima ragnatela di alleanze imbastita, in questi anni, dall’organizzazione criminale. Accordi e patti d’affari sia con i D’Alessandro che con le altre cosche dell’hinterland napoletano. Ma anche rapporti stretti con alcune ‘ndrine calabresi. Un affresco – venuto fuori dalle indagini dell’Antimafia di questi anni – che potrebbe avere un peso anche nelle indagini messe in piedi per stanare il super latitante di Gragnano. Gli 007 lo stanno cercando senza soste, battendo palmo a palmo ogni angolo della provincia. Catturarlo potrebbe rappresentare, secondo gli inquirenti, un durissimo colpo per la criminalità organizzata della provincia di Napoli.

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