Crac Deiulemar, ora Bov offre 70 milioni. Ma i risparmiatori restano freddi

Alberto Dortucci,  

Crac Deiulemar, ora Bov offre 70 milioni. Ma i risparmiatori restano freddi
Obbligazionisti Deiulemar (foto di repertorio)

Torre del Greco. I vertici di Bank of Valletta alzano l’offerta per chiudere il contenzioso legato al crac della Deiulemar compagnia di navigazione. Ma la proposta in arrivo da Malta – 70 milioni di euro – lascia «freddi» i risparmiatori traditi dagli armatori-vampiri: «Sono cifre irrisorie. Bisogna puntare al massimo perché evidentemente Bov teme di perdere la causa», la reazione a caldo degli obbligazionisti.

La strategia di Bov

Procediamo con ordine. Il braccio di ferro con Bank of Valletta – raggiunta da un sequestro conservativo da 392 milioni di euro – rappresenta la «madre di tutte le battaglie» per le vittime del grande crac all’ombra del Vesuvio. Perché un verdetto favorevole dei giudici del tribunale di Torre Annunziata consentirebbe ai truffati di recuperare circa il 45% del maltolto. Di contro, il contenzioso a carico dell’istituto di credito – partecipata del governo con una quota del 25% – ha provocato un’emorragia di investitori da Bov. E un’eventuale condanna nel procedimento giudiziario legato al crac della Deiulemar compagnia di navigazione potrebbe rappresentare la «mazzata finale» per Bank of Valletta. Non a caso, in patria, l’amministratore delegato Rick Hunkin ha confermato la volontà di volere chiudere la vicenda in via extragiudiziale. Ovvero, attraverso una transazione. Una strada già intrapresa prima della pandemia, quando all’attenzione della curatela fallimentare arrivò un’offerta da 50 milioni di euro per rinunciare al contenzioso. Un’offerta respinta al mittente senza neanche un’incertezza.

La nuova proposta

Alla vigilia del prossimo appuntamento in aula, i vertici di Bov sono pronti al rilancio. L’amministratore delegato Rick Hunkin non si è lasciato sfuggire cifre o somme, ma – attraverso due rapidi conti relativi alle strategia aziendali – si può risalire alla somma destinata a finire sul piatto. La Bov – già uscita sconfitta dal ricorso presentato nel 2018 avverso il sequestro conservativo deciso dal tribunale di Torre Annunziata – aveva messo da parte 100 milioni di euro per sciogliere le tre spine legali pendenti dal 2019. I primi due contenziosi – uno riguardante il fondo immobiliare La Vallette Multi Manager e l’altro riguardante l’agenzia pensionistica svedese – sono stati risolti in via stragiudiziale rispettivamente per 4,6 milioni di euro e 26,5 milioni di euro. Conti alla mano, all’interno delle casse di Bov sono rimasti circa 70 milioni di euro per liquidare la vicenda Deiulemar compagnia di navigazione in via extragiudiziale, sebbene nulla impedisce all’istituto di credito di alzare ulteriormente la cifra al fine di garantire la chiusura dell’accordo. Insomma, settanta milioni potrebbe rappresentare la base di partenza della prossima offerta.

I risparmiatori freddi

Da un lato, le parole provenienti da Malta hanno rafforzato le «certezze» degli obbligazionisti sulla possibilità di chiudere con esito favorevole il braccio di ferro. Dall’altro, tuttavia, gli stessi risparmiatori vorrebbero evitare di chiudere un accordo al ribasso: «La decisione di alzare l’offerta – la tesi circolata in rete – può essere interpretata in un solo modo: i vertici di Bov temono di perdere la causa e ulteriori investitori». Dunque, niente elemosina. Ma se l’offerta dovesse cominciare a diventare consistente, allora l’orientamento dei creditori- visti i tempi lunghi per il contenzioso – potrebbe cambiare.

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