Scuola, si lavora per la riapertura il 7 gennaio. Protesta degli studenti “No Dad”

Redazione,  

Scuola, si lavora per la riapertura il 7 gennaio. Protesta degli studenti “No Dad”

Studio statistico: «A settembre l’apertura delle scuole ha provocato 225.815 contagi»

Il nuovo Dpcm entrato in vigore oggi ha messo in soffitta definitivamente le speranze di quanti sognavano di vedere riaperte le scuole superiori a dicembre, e al tempo stesso ha dato il via al lavoro dei prefetti che dovranno coordinare, nei rispettivi territori, l’organizzazione del sistema del trasporto legato all’attività scolastica in vista della riapertura del 7 gennaio, quando anche il 75% della popolazione studentesca delle superiori potrà tornare alla didattica in presenza, tranne nelle cosiddette zone rosse.

Ma i Comitati, gli studenti e i genitori che da settimane chiedono la riapertura delle scuole, non ci stanno, e oggi, in tutta Milano, hanno affisso volantini rossi con la scritta ‘A Natale regalate la scuola’. “In questo specifico caso io non mi sento di dar torto agli studenti – ha scritto il sindaco Sala sulla sua pagina Instagram postando una foto del volantino affisso al portone di casa sua – abito di fronte al liceo Parini e questa mattina i ragazzi hanno lasciato questo messaggio nel quartiere e sul portone di casa mia”. Domani, invece il movimento Priorità alla Scuola si mobiliterà davanti al Ministero dei Trasporti in Piazzale di Porta Pia a Roma per chiedere che venga affrontato il tema del trasporto pubblico. Approda intanto in Parlamento la vicenda della 13enne di Torino, Eva, espulsa dalla lezione a distanza perchè in protesta con la Dad e collegata non da casa.

La parlamentare di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli, ha annunciato infatti che presenterà un’interrogazione. “Il diritto di protestare non può essere compresso. Il provvedimento nei confronti di Eva, a prescindere dal merito, è vergognoso – spiega Montaruli – Sono dalla sua parte e di chiunque voglia manifestare oggi come ieri come in futuro”. Anche il gruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Torino ha presentato un ordine del giorno di solidarietà alla studentessa e il commissario cittadino di Forza Italia a Torino, Marco Fontana, il deputato torinese e vicecoordinatore regionale degli azzurri Roberto Rosso e il responsabile dei Giovani di Forza Italia-Torino Marco Gitto, parlano di “gran brutto segnale”.

Sempre a Torino il Tar e la neve non fermano la protesta di Anita e Lisa che sono tornate in piazza, davanti alla Regione, per seguire le lezioni e per protestare contro la scuola a distanza anche per le seconde e terze medie, sebbene le regole della zona arancione consentano la presenza in classe. Per proteggersi dalla neve, le 12enni hanno ‘occupato’ i portici della Regione Piemonte con striscioni e cartelli. Avvolte in coperte sopra gli abiti pesanti, i termos caldi accanto al tablet, hanno seguito le loro lezioni sedute per terra.

“E’ nostro diritto tornare in classe e vedere i nostri compagni dal vivo – sostengono – La nostra protesta va avanti. Con o senza neve”. E mentre l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, assessore alla Salute nella Regione Puglia, in una relazione trasmessa al governatore Michele Emiliano, sostiene che la scuola è stata “effettivamente un incubatore di infezione”, Italia Viva, al termine della cabina di regia del partito, esprime “amarezza per la situazione della scuola superiore italiana che è l’unica tra i grandi paesi europei a rimanere ferma alla didattica online”.

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