Bimba morta di fame, i genitori sono sotto accusa: oggi l’autopsia

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Bimba morta di fame, i genitori sono sotto accusa: oggi l’autopsia

Sono sotto accusa i genitori della piccola di Angri morta a 32 giorni per malnutrizione. Per ora non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Ma le indagini che i carabinieri di Nocera e la Procura stanno portando avanti, sembrano avere pochi dubbi. La madre non gli avrebbe dato neppure il latte artificiale per timore di uscire a causa del Covid. Una tragedia assurda per la bimba, nata in una clinica privata di Castellammare, città di cui è originaria la madre, e poi cresciuta ad Angri in un’abitazione dove risiedeva la nonna paterna. Tuttavia l’indagine della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore svaria su più fronti per fare luce sul decesso della bimba. Al momento a inchiodare la coppia le dichiarazioni rese nelle quali la donna avrebbe sostenuto di non averla allattata per paura del Covid. Questo quanto dichiarato dalla donna agli inquirenti e soprattutto ai medici.  Il sostituto procuratore Viviana Vessa, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha stabilito l’autopsia che dovrebbe svolgersi oggi dopo l’incarico al medico legale. Al momento si indaga contro ignoti, con il capo di imputazione che sarà formulato nelle prossime ore. Nel frattempo, il magistrato inquirente ha ricevuto sul proprio tavolo l’informativa dei carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore completata nella giornata di giovedì, giorno in cui la piccola è morta.  L’indagine si basa soprattutto sul referto dei medici del reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Umberto I, dove la piccola è stata ricoverata venerdì scorso dopo un primo passaggio al Pronto. La piccola, venuta al mondo 32 giorni prima, era sana e soltanto l’allattamento risultato insufficiente sarebbe stata la causa della morte avvenuta l’altro ieri. Tuttavia, secondo il magistrato inquirente e i medici, un ricovero anticipato avrebbe potuto salvarle la vita. O comunque una segnalazione tempestiva agli addetti dei Servizi sociali del Comune di Angri avrebbe permesso di seguire più accuratamente i primi giorni di vita della bambina, permettendo ai genitori di superare quella paura di uscire di casa per paura di contrarre il virus. I carabinieri hanno anche ascoltato i vicini della coppia (entrambi disoccupati), residente in via Cristoforo Colombo dove vive insieme alla madre di lui, i quali però avrebbero raccontato di non aver mai udito piangere la bambina. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli. “ Una notizia che sconvolge nel profondo un’intera comunità, che piange con tanta sofferenza nel cuore un piccolo angelo di solo un mese. Qualsiasi parola non può esprimere un dolore simile. Possiamo solo pregare per questa anima innocente e restare uniti nel lutto. Riposa in pace, piccola. Angri non ti dimentica”, ha detto il primo cittadino doriano. La verità sul decesso potrà darla solo l’esame autoptico.

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