L’omicidio di Antonio Rivieccio a Boscoreale, 14 anni di cella al baby-killer del giovane di Torre del Greco

Salvatore Piro,  

L’omicidio di Antonio Rivieccio a Boscoreale, 14 anni di cella al baby-killer del giovane di Torre del Greco

Omicidio Rivieccio, baby-killer condannato a 14 anni di galera. Una pena esemplare, andata ben oltre le conclusioni del pm, che in tribunale aveva richiesto “soli” 7 anni e 8 mesi, quella inflitta ieri a S.B.: il baby-killer 17enne del rione “ghetto” Piano Napoli di Boscoreale, accusato di aver ucciso Antonio Rivieccio. La vittima, 31enne di Torre del Greco con precedenti per tentata estorsione e rapina, fu freddato senza scampo la notte dello scorso 11 marzo. Furono 3 i colpi di pistola esplosi nei pressi della scala G, al civico numero 10 del quartiere delle palazzine popolari in via Settetermini. A premere il grilletto, secondo i giudici, fu un giovanissimo freddo.  B.S., appunto. Da domani, il presunto baby-killer residente al Piano Napoli dovrà scontare 14 anni di carcere.

L’inchiesta Un delitto a tinte fosche quello consumatosi in piena notte, all’ombra del Vesuvio, avvolto in un alone di mistero fino al 17 marzo scorso. Quando un giovane di 17 anni confessò infatti ai carabinieri di aver “sparato contro Rivieccio” ma non con la volontà di uccidere. E’ per questo che l’iniziale ipotesi di accusa, a carico del baby-killer reo confesso, era stata inizialmente derubricata come mero omicidio preterintenzionale. Ma il pm della Procura per i minorenni di Napoli, una volta chiuse le indagini sul delitto, aveva comunque accusato il 17enne di omicidio volontario. «Ho ucciso io Rivieccio. Arrestatemi». Questa la confessione choc resa in caserma dal 17enne, cinque giorni dopo la morte di Antonio Rivieccio: raggiunto da un solo proiettile tra la coscia e l’inguine. Un solo colpo, ma fatale, capace di recidere l’aorta femorale del 31enne torrese, da poco uscito dal carcere ma comunque ritenuto dagli investigatori lontano dagli ambienti della camorra di Torre del Greco.

La scena del delitto Rivieccio, ex atleta di pallamano, nel 2012 aveva raggiunto la serie A1 con la società del Gaeta Sporting Club 1970. Nella notte in cui fu freddato senza scampo, la vittima era andata a trovare la fidanzata, che abita al Piano Napoli di Boscoreale. Probabilmente – secondo un’iniziale ipotesi investigativa – qualcuno sapeva che sarebbe andato nei pressi dell’isolato 10. Il baby-killer lo avrebbe dunque atteso, perché Antonio Rivieccio avrebbe forse dovuto ricevere un avvertimento per un presunto e precedente sgarro commesso nel mondo della droga. Antonio Rivieccio, la notte tra l’11 e il 12 marzo 2019, fu raggiunto da 3 colpi di pistola, esplosi intorno alle ore 2 sotto gli occhi attoniti della sua fidanzata, che vide il suo giovane compagno cadere a terra in una pozza di sangue. La fidanzata di Rivieccio, sotto choc e accompagnata da un’altra donna, tentò poi una disperata e inutile corsa in auto al vicino ospedale di Boscotrecase. La prima svolta nelle indagini arrivò 5 giorni dopo l’omicidio, quando il baby-killer si costituì in caserma. Dopo aver confessato l’omicidio, il 17enne del Piano Napoli avrebbe pure detto di aver gettato nel fiume Sarno l’arma utilizzata per sparare contro il suo obiettivo. @riproduzioneriservata

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