Crollo del mobilificio di Poggiomarino, gli 007 chiedono gli atti al Comune

Andrea Ripa,  

Crollo del mobilificio di Poggiomarino, gli 007 chiedono gli atti al Comune
foto Massimiliano Colombo

Le macerie sono ancora tutte lì. Mobili distrutti, cuscini che si intravedono sotto quel cumulo di terreno e polvere, lamiere e arredi che raccontano di una tragedia sfiorata. La pioggia di questi giorni ha amalgamato i resti del mobilificio Cutolo e lo scenario, resterà lo stesso ancora per qualche giorno. Fino a quando il magistrato della procura ordinerà il dissequestro temporaneo per la messa in sicurezza dell’area e ulteriori rilievi. Rilievi, questi ultimi, che serviranno, per stabilire definitivamente le cause del crollo della palazzina. E intanto continua, parallelamente l’attività investigativa da parte dei carabinieri della stazione di Poggiomarino che stanno cercando di mettere insieme una serie di dettagli ed elementi per capire, almeno sotto l’aspetto burocratico, se ci fossero autorizzazioni o richieste che il Comune di Poggiomarino aveva rilasciato o cestinato.  I carabinieri della locale stazione – guidati dal maresciallo Angelo Cardone – stanno infatti cercando di ricostruire la storia dell’immobile anche sulla scorta di richieste specifiche che i pm hanno avanzato. Il primo atto richiesto all’ufficio tecnico del Comune, obbligatorio per ricostruire la scena e la storia dell’immobile resta lo storico dell’immobile, il documento di ogni edificio conservato peraltro anche agli uffici del catasto. In lista i militari dell’Arma stanno cercando di mettere insieme anche eventuali atti nei quali, nel corso degli anni, sarebbero stati effettuati cambiamenti strutturali dello storico mobilificio crollato dieci giorni fa. Modifiche e cambiamenti esterni o interni che i proprietari dell’immobile avrebbero effettuato nel corso degli anni e che obbligatoriamente hanno dovuto comunicare all’ente e di conseguenza al catasto. Infine di cerca di capire se fosse stata effettuata una richiesta specifica, una comunicazione per effettuare lavori di ristrutturazione. Gli uffici comunali di piazza De Marinis sono così a lavoro e in collaborazione con le forze dell’ordine, come collaborativo sono gli stessi titolari del mobilificio di via Nuova San Marzano, che proprio nei giorni scorsi avevano commentato la tragedia sfiorata come un «disastro» si erano detti miracolati, come gli stessi operai della ditta che stavano lavorando all’interno dell’edificio quando è collassato. Proprietari distrutti ma che hanno già dichiarato che presto ricominceranno, un segnale importante di speranza dopo tanta amarezza.  Una tragedia sfiorata che difficilmente si potrà dimenticare, una ferita aperta per la stessa città di Poggiomarino: il mobilificio Cutolo e tutti i suoi dipendenti da anni rappresentano una storia, una tradizione di famiglia ed un punto di riferimento non solo per i cittadini locali ma per tutta la provincia di Napoli. Una brutta storia da dimenticare in fretta anche per i familiari dell’imprenditore Cutolo, come i parenti rimasta in bilico sul tetto con i due bambini, salvati poi dai vigili urbani, o i residenti della zona che hanno avvertito il boato e vissuto il crollo in prima persona.

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