Scafati. Caso Santocchio, caccia dei voti per sfiduciare il presidente del consiglio comunale

Adriano Falanga,  

Scafati. Caso Santocchio, caccia dei voti per sfiduciare il presidente del consiglio comunale

Sarà convocato entro il 20 (o 21) dicembre, il consiglio comunale, per discutere la sfiducia al presidente del consiglio comunale Mario Santocchio. Lo statuto prevede lo svolgimento entro 20 giorni dalla presentazione della mozione. Una doppia seduta da tenersi entro dieci giorni l’una dall’altra, con maggioranza richiesta di 13 voti. Sono giorni frenetici, dopo che i sei consiglieri di maggioranza hanno definito “irricevibile” la proposta del sindaco Cristoforo Salvati. Il primo cittadino aveva chiesto di evitare l’apertura di una nuova crisi in maggioranza, che avrebbe trascinato la maggioranza in bracci di ferro sulle votazioni consiliari, facendo sponda con l’opposizione. Un percorso già visto in passato, quando la Lega prima e i dissidenti di Fdi poi, avviarono crisi e contestazioni con lo scopo di avere rimpasti di giunta. Scelte vincenti, considerati gli attuali equilibri.

Equilibri che però vacillano, perché la tensione è palpabile anche tra le stesse forza di maggioranza, in ultimo lo scontro a mezzo pec tra i consiglieri leghisti Giovanni Bottone e Laura Semplice con l’assessore Raffaele Sicignano, espressione di “Identità Scafatese”. Tensione anche all’interno del gruppo “Insieme Possiamo”, dove Ida Brancaccio si è dissociata dalla sfiducia voluta dal suo capogruppo Pasquale Vitiello, e non si esclude una sua dichiarazione di indipendenza. L’attenzione è puntata sui nove consiglieri di minoranza. Dovranno essere almeno in sette a votare in uno con i sedi firmatari: Daniela Ugliano, Pasquale Vitiello, Antonella Vaccaro, Anna Conte, Camillo Auricchio e Paolo Attianese. A sondare gli umori sono gli emissari, tra cui lo stesso capo dell’assise. L’opposizione però gioca d’astuzia, nessuno fino ad oggi ha apertamente dichiarato di sostenere la mozione e sfiduciare il presidente, ma la motivazione è squisitamente politica. Si vuole evitare di prestare il fianco ai sei malpancisti, «aumentando il valore» della loro mozione, che nasce in seno alla maggioranza, ed è frutto di dissapori. Sul tavolo però vi è, almeno ufficialmente, la conduzione ritenuta insoddisfacente dell’assise. Santocchio è ritenuto ingerente e non superpartes. Permettere la risposta a un’interpellanza a un consigliere comunale, richiamare a «non sai neanche cosa stai votando» un consigliere di maggioranza o aspettare 20 minuti in più per cominciare una seduta, in attesa del numero legale, non sono piaciuti ne ai sei di maggioranza che alla minoranza. Tant’è che il gruppo “Insieme per Scafati” ha scritto una nota alla segretaria Giovanna Imparato. La stessa declina ogni responsabilità richiamandosi alle prerogative del presidente del consiglio. Tra chi certamente voterà sì alla sfiducia Giuseppe Sarconio: «La sfiducia non è un esame politico della maggioranza, è l’esame sulla conduzione e lo svolgimento delle sedute consiliari e l’andamento istituzionale di esse».

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