Torre del Greco, uccise la madre con un cacciavite: il Riesame conferma il carcere

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Torre del Greco, uccise la madre con un cacciavite: il Riesame conferma il carcere
L'arresto di Fabio Cerbasi

Torre del Greco. Il tribunale del Riesame di Napoli ha confermato l’arresto in carcere per Fabio Cerbasi, il 33enne che ha ucciso la madre di 55 anni con un cacciavite. Un omicidio particolarmente violento, provocato dalla convinzione dell’uomo di essere «vittima – come lui stesso ha riferito agli inquirenti – delle fatture della scemità’ della madre». Malefici a cui il 22 novembre decise di mettere fine uccidendo la madre con un cacciavite.

L’uomo, dopo avere assassinato la madre, si recò tranquillamente a dormire. Solo il giorno dopo, alla nonna che l’aveva incontrato in strada in compagnia del cane, il 33enne ha riferito, candidamente, di avere ucciso la madre. L’avvocato Maria Laura Masi ai giudici del Riesame aveva presentato istanza di non imputabilità per evidente incapacità di intendere e di volere del suo cliente. Davanti al Gup del Tribunale di Torre Annunziata si è tenuto l’incidente probatorio al termine del quale è stata disposta una perizia finalizzata ad accertare la capacità di intendere dell’indagato.

Alla presenza del suo avvocato e del sostituto procuratore Emilio Prisco, titolare del fascicolo, l’uomo ha spiegato – con un discorso delirante – le vicissitudini familiari che lo avrebbero portato sua pazzia. Il pm ha quindi chiesto che fossero fatti accertamenti sul percorso a cui il 33enne era stato sottoposto dal centro di igiene mentale che lo tiene in cura.

La madre, infatti, negli ultimi tempi, aveva più volte chiesto al medico di visitare il figlio che non stava più assumendo più i farmaci e appariva parecchio peggiorato. Proprio il giorno in cui ha commesso l’omicidio della madre aveva un appuntamento dal medico. Il gup Antonello Anzalone ha disposto una perizia sul 33enne che sarà consegnata il prossimo 5 gennaio dal consulente incaricato. L’11 gennaio, la documentazione sarà sottoposta al vaglio del giudice.

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