Palazzo Fienga, altro flop a Torre Annunziata: assolti i proprietari

Salvatore Piro,  

Palazzo Fienga, altro flop a Torre Annunziata: assolti i proprietari

Torre Annunziata. Palazzo Fienga a rischio crollo, l’inchiesta “frana” in tribunale. A processo ci sono 5 assolti più una raffica di prescrizioni. E’ una sentenza a sorpresa quella scritta dai giudici della III Sezione della Corte d’Appello di Napoli. Un verdetto che in pratica ribalta l’esito delle indagini e del primo processo penale che, nel 2018, portò alla sbarra 72 occupanti storici dell’ex fortino del clan Gionta. Palazzo Fienga, per l’appunto: l’ex covo della camorra in via Bertone, sgomberato il 15 gennaio del 2015 all’esito di due inchieste parallele condotte dalla Procura della repubblica di Torre Annunziata e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. “Palazzo Fienga era incompatibile con il soggiorno degli esseri umani” fu la sintesi che, formulata dai pm Emilio Prisco e Sergio Raimondi, nel 2017 portò al rinvio a giudizio di 72 persone accusate, a vario titolo, della mancata esecuzione di lavori contro il pericolo di crollo e della inosservanza dell’ultimo ordine di sgombero, il sesto scritto in 30 anni di inutili richieste, firmato in calce dal Comune di Torre Annunziata. Il maxi-processo contro i proprietari di uno o più appartamenti con sede nell’ex fortino del clan, il covo di morte che ora “viaggia”, comunque, verso la confisca ordinata dallo Stato, travolge pure elementi di spicco del clan dei Valentini: i killer scelti Giovanni Iapicca (alias rangitiello) e Liberato Guarro “Balduccio”, entrambi assolti in Appello dall’accusa di “inosservanza dell’ordinanza sindacale 160 del 18 agosto 2014, emessa per ragioni di sicurezza” con la quale il Comune di Torre Annunziata aveva dettato l’immediato ordine di sgombero di Palazzo Fienga. Assolti per lo stesso motivo – “perchè il fatto non costituisce reato” – pure Eduardo Venerato e Oreste Maresca. Bruno Stanislao ha incassato invece un’assoluzione dall’accusa di mancata esecuzione dei lavori di ripristino “perchè il fatto non sussiste”. Ormai prescritto, invece, il processo penale aperto contro Maria Rosaria Vitiello, Luigia, Anna e Filomena Bove, Francesco Mestizia, Teresa Bruno, Giuseppe De Caro, Rita Donnarumma, Rosa e Giovanni Gallo, Antonietta Fiorenza, Filomena Napoli, Davide Bucciero, Anna Maria Iapicca. Fulvio Nocerino ha invece concordato una pena sospesa a 4 mesi di arresto, già inflittagli in primo grado. Confermate, infine, le condanne del 2018 inflitte a carico di Andrea Cirillo, Salvatore Ferraro alias ‘o capitano, Maurizio Perna, Antonio Palumbo, Antonino Paduano. Soddisfazione, per l’ultima sentenza sul caso Palazzo Fienga, è stata espressa dal collegio difensivo rappresentato, tra gli altri, dagli avvocati Gennaro Maresca, Margherita Vitiello e Mauro Porcelli. Tra 90 giorni, i giudici depositeranno le motivazioni. Nel frattempo, l’ex covo del clan Gionta resta sotto chiave. Lo sgombero del 2015 colpì complessivamente un edificio su tre strade: via Bertone, via Castello e via D’Alagno. Quarantadue famiglie –  193 persone – che ormai da anni occupavano 63 appartamenti, sole 36 abitazioni non risultavano, all’epoca, abitate. Lo storico sequestro di Palazzo Fienga, avvenuto nel 2015, rappresentò il primo passo necessario per condurre alla confisca dell’ex fabbrica di morte del clan Gionta.

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