Scontro rifiuti a Torre del Greco, il delfino di Formisano spinge Palomba alla transazione-salasso con Gema

Alberto Dortucci,  

Scontro rifiuti a Torre del Greco, il delfino di Formisano spinge Palomba alla transazione-salasso con Gema
L'avvocato Colapietro, sponsor di Formisano alle elezioni 2018

Torre del Greco. è racchiuso in quattro striminzite paginette – costate la bellezza di 5.200 euro in soldi pubblici – il parere destinato a orientare le scelte dell’amministrazione comunale in merito al contenzioso da 11 milioni di euro con il consorzio Gema di Pagani, il colosso ambientale cacciato dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio per fare spazio alla ditta Buttol di Sarno. Al termine di uno studio durato cinque mesi, infatti, l’avvocato Giuseppe Colapietro – l’ex delfino del senatore Nello Formisano, individuato dal sindaco Giovanni Palomba come «legale di larga e notoria fama» – ha inviato le proprie conclusioni all’ente di palazzo Baronale. Conclusioni, manco a dirlo, perfettamente in linea con l’orientamento politico della squadra di governo cittadino: chiudere la vicenda con una (onerosa) transazione. Una soluzione ventilata già a novembre del 2019 e capace di convincere l’ex avvocato capo Antonioluigi Iacomino a rassegnare le dimissioni, innescando dubbi e perplessità tra gli alleati spaventati dallo spettro della corte dei conti di Napoli. Di qui, la prima consulenza da 15.000 euro richiesta dall’esecutivo di palazzo Baronale e il successivo incarico all’avvocato conosciuto in città per avere difeso – senza particolari rientri economici per le vittime – i risparmiatori travolti dal fallimento della Dimaiolines.

La vertenza Nu

Il consorzio Gema – uscito vincitore dalla gara promossa dalla precedente amministrazione comunale targata Ciro Borriello e poi cacciato via per fare largo alla ditta Buttol – punta a strappare all’ente di palazzo Baronale la bellezza di 11 milioni di euro, cifra indicata a titolo di risarcimento del danno per la risoluzione anticipata del contratto e per le «ingiuste penali» comminate durante i giorni caldi della crisi Nu. Inutili sono risultati i vari tentativi di conciliazione avanzati tra le parti, capaci di accendere un vivace dibattito politico all’interno della maggioranza – qualche alleato avrebbe preferito chiudere la vicenda senza passare per le forche caudine di un giudizio – e convincere il Comune a mettere sul piatto una proposta da 5,8/6 milioni per chiudere i conti. Proposta respinta al mittente dal colosso ambientale di Pagani,  pronto a puntare al «bottino pieno» per i tribolati mesi trascorsi a Torre del Greco, prima sotto il commissario straordinario Giacomo Barbato e poi sotto l’amministrazione comunale di Giovanni Palomba. La controversa questione dovrà essere discussa davanti al tribunale delle imprese di Napoli, partendo proprio dalle paginette firmate dall’avvocato Giuseppe Colapietro: «Favorevole alla transazione – il senso del parere arrivato in municipio lo scorso 2 dicembre – ma a cifre inferiori rispetto ai 4,8/5 milioni di euro». Un «salomonico» consiglio – pagato a peso d’oro dalla coalizione uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del 2018, a cui Giuseppe Colapietro partecipò da sostenitore di Nello Formisano – destinato a scatenare nuovi scontri in maggioranza.

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