Boscotrecase, morì dopo la lite: vicina condannata

Pasquale Malvone,  

Boscotrecase, morì dopo la lite: vicina condannata

Boscotrecase. La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato la condanna in primo grado a 2 anni e 11 mesi di Antonella Rabesco, 45 anni, per l’omicidio preterintenzionale di Rita Benigno, 55 anni. La sentenza arriva a dodici anni dal primo processo che si era tenuto presso il Tribunale di Torre Annunziata. L’avvocato Michele Riggi del foro di Torre Annunziata, rappresentante della famiglia Benigno, parte civile al processo e presente in aula al momento della lettura del dispositivo, commenta così: «Nonostante la burocrazia e i gravi disservizi di cui soffre l’intero sistema – ha commentato l’avvocato Riggi al termine del processo -, abbiamo avuto conferma che è stata fatta finalmente giustizia rispetto all’uccisione del marzo 2008 di Rita Benigno. Il dispositivo di conferma rende appunto giustizia e conforta, per quanto possibile, il morale dei fratelli e sorelle della vittima. Probabilmente, il presidente della Corte di Assise, Francesca Gomez De Alaya, ha messo la parola fine a un vero e proprio incubo». Ovviamente l’imputata ha la possibilità di fare ricorso in Cassazione.

I fatti. Boscotrecase, 21 marzo 2008, Venerdì Santo. Rita vive da sola in una palazzina di via Matteotti. Suo marito, un ex ammiraglio della sesta flotta della Martina Militare degli Usa, era morto qualche anno prima. A farle compagnia, due cani da caccia dai quali non si separa mai, in ricordo del coniuge. Sono da poco passate le 16:30. La donna è a casa di un’amica che risiede nello stesso stabile, al piano inferiore. La sua attenzione però viene richiamata poco dopo dal guaito di uno dei due cani che si trovano nel suo appartamento. Appena giunta davanti alla porta di casa, si è trovata di fronte la vicina. Nasce un alterco con la Rabesco, che culmina in un’aggressione fisica ai danni di Rita. Grazie all’intervento di un’altra vicina, la situazione ritorna sotto controllo e la 55enne rientra nel suo appartamento. Ma non si sente bene. Si accascia sul divano di casa e lamenta forti dolori alla testa che col passare dei minuti diventano sempre più forti. Avverte i fratelli che la trasportano subito al vicino ospedale di Boscotrecase dove i sanitari, essendo la struttura priva di tac, decidono di farla ricoverare al nosocomio “Maresca” di Torre del Greco. Qui i medici capiscono che il quadro clinico della donna è compromesso e dispongono il suo trasferimento presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dove la donna è arriva in coma. Dopo due giorni di agonia, il suo cuore smette di battere.

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