Castellammare. Mai riutilizzati cinque appartamenti confiscati ai boss di camorra

Tiziano Valle,  

Castellammare. Mai riutilizzati cinque appartamenti confiscati ai boss di camorra

Di venti beni confiscati ai boss della criminalità organizzata a Castellammare di Stabia, nel corso degli anni, solo la metà sono attualmente utilizzati per progetti sociali. E’ il risultato fallimentare della gestione del Consorzio “Sole” (acronimo di Sviluppo Occupazione Legalità Economica), ente creato nel 2003 dalla Provincia di Napoli proprio per aiutare i Comuni nel recupero dei beni confiscati ai camorristi.La lista degli immobili che sono stati sottratti alla criminalità organizzata è lunga. Ci sono: cinque appartamenti e due depositi nel rione Scanzano, roccaforte del clan D’Alessandro, tra via Micheli e via Partoria; due baite di montagna sul Faito, di cui una in località San Cataldo; e un appartamento in vico Santa Caterina.Si tratta di immobili sottratti alla camorra e affidati alle istituzioni oltre dieci anni fa – nel 2008, per la precisione – che non sono mai stati riutilizzati. Secondo gli ultimi sopralluoghi dei tecnici del Comune di Castellammare di Stabia, risalenti allo scorso novembre, non sarebbero stati occupati abusivamente, ma sarebbero in condizioni fatiscenti. Uno, l’appartamento di vico Santa Caterina, sarebbe stato considerato addirittura inagibile.

La gestione di queste strutture, già da un decennio, è stata affidata al Consorzio Sole, che nel 2018 il sindaco della Città Metropolitana, Luigi De Magistris, ha liquidato a seguito di un’inchiesta della Corte dei Conti, proprio relativa al deprezzamento e quindi al danno erariale costituito dalla cattiva gestione dei beni confiscati.L’obiettivo del Comune di Castellammare di Stabia, adesso, è quello di subentrare nella gestione di questi immobili o magari di avviare progetti sociali di concerto con l’Agenzia Nazione dei Beni Sequestrati e Confiscati. Le esperienze dei beni che finora sono stati recuperati, d’altronde, raccontano che è possibile dare vita a percorsi importanti.In via Santa Caterina, ad esempio, già da anni è attiva l’associazione Asharam che accoglie gli extracomunitari, offre loro supporto e assistenza, oltre a portare avanti progetti culturali basati sulla “non violenza”. Mentre al corso Vittorio Emanuele è stata allocata la Biblioteca Comunale e in corso Garibaldi, in un vecchio bar confiscato, è nato lo sportello anti-racket di Sos Impresa. Le ultime iniziative, in tal senso, hanno riguardato due villette in via Panoramica.

La prima ospita già da qualche anno la sede del circolo di Legambiente Woodwardia. Mentre la seconda è stata trasformata in un centro di accoglienza per le donne maltrattate, gestito dal Consorzio Matrix e dalla cooperativa L’Impronta.Testimonianze concrete di come beni che negli anni passati la camorra ha conquistato facendo affari illeciti, possono essere utilizzati per progetti sociali. Cosa che purtroppo non è accaduta, e forse non a caso, tra via Micheli e via Partoria dove quegli appartamenti dopo il lavoro delle forze dell’ordine e le sentenze dei giudici sono stati abbandonati.

CRONACA