Crisi lavoro a Castellammare, chiude Meridbulloni. Un’offerta da 50 milioni per l’area

Tiziano Valle,  

Crisi lavoro a Castellammare, chiude Meridbulloni. Un’offerta da 50 milioni per l’area
La protesta degli operai

Castellammare. Il Gruppo Fontana ha ricevuto un’offerta da 50 milioni di euro, da parte di una società intenzionata a rilevare l’area della Meridbulloni e riconvertire gli stabilimenti industriali di Castellammare di Stabia. L’indiscrezione corre veloce tra gli operai, i sindacalisti e gli esponenti politici che fanno capolino nel piazzale della fabbrica di Corso Alcide de Gasperi. La sensazione è che ci sia chi ne sappia di più su una trattativa che si trascinerebbe avanti già da qualche tempo. Troppi i dettagli che spuntano fuori, per pensare che si tratti di un semplice chiacchiericcio.

Si parla di un gruppo che gestisce nel sud Italia il marchio di un discount europeo, intenzionato a realizzare in quella zona un grosso supermercato, un ristorante, un night club e case-vacanza. Insomma, un progetto che andrebbe in continuità con quello già presentato per le opere a terra di Marina di Stabia, ridisegnando il tratto di costa a nord di Castellammare.Viene fuori che già qualche mese fa, il Gruppo Fontana, per delocalizzare l’azienda, ha cercato di concludere la trattativa con i proprietari di un’area dismessa a Torre Annunziata.

Dopo quelle fallite per una parte della proprietà dell’Avis (altro complesso abbandonato a Castellammare da oltre un decennio) e un grosso capannone a San Marzano. Tutti affari saltati, che evidentemente hanno spinto la holding di Milano ad imprimere un’accelerata nel trasferimento della produzione e delle maestranze. Quell’area divenuta di proprietà del Gruppo Fontana per appena mille lire nel 1972, con l’impegno di costruire una fabbrica che desse lavoro agli stabiesi, oggi è appetita da chi vede uno sviluppo diverso del territorio ed è disposto a mettere sul tavolo 50 milioni.La partita, è inevitabile, diventa politica.

Al di là dei tavoli già chiesti in Prefettura e in Regione Campania per la tutela dei posti di lavoro, il consiglio comunale di Castellammare di Stabia, lunedì mattina, potrebbe approvare una mozione che impegnerà l’amministrazione a confermare il vincolo industriale sull’area. All’orizzonte, non va dimenticato, c’è l’approvazione del Puc (Piano Urbanistico Comunale), che dopo il via libera in giunta del preliminare resta in attesa delle osservazioni di partiti, associazioni, sindacati o singoli cittadini fino al prossimo 26 febbraio. Le nuove linee di sviluppo urbanistico previste dall’amministrazione comunale prevedono lo stop alla riconversione delle fabbriche dismesse in complessi residenziali, lungo tutta la fascia di costa di via De Gasperi.

L’eccezione, anche se in piccola parte rispetto a un progetto più complessivo che prevede anche la costruzione di un hotel, di case-vacanza, piazze e di un mercato del mare, potrebbe essere Marina di Stabia, che per la normativa fa riferimento al Contratto d’Area).

La questione di Meridbulloni, sotto questo punto di vista, rappresenta una brutta gatta da pelare, perché trattandosi di una fabbrica attiva nel Puc viene confermato il vincolo industriale.Ma cosa accadrebbe se il Gruppo Fontana decidesse di non fare marcia indietro? L’amministrazione comunale, appena cominciati a circolare i timori di possibili speculazioni, ha giurato che sarà confermato il vincolo industriale. Gli operai lo sperano.

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