Ergastolo ai carabinieri assassini, uccisero Pasquale Prisco dopo la rapina al supermercato Etè di Ottaviano

Andrea Ripa,  

Ergastolo ai carabinieri assassini, uccisero Pasquale Prisco dopo la rapina al supermercato Etè di Ottaviano

«Fine pena mai». Con la sentenza emessa dai giudici della Corte di Cassazione nella serata di giovedì s’è chiuso il procedimento giudiziario a carico di Jacopo Nicchetto e Claudio Vitale, i due ex carabinieri, in forza al Battaglione Mestre, che nel marzo del 2015 rapinarono un supermercato di Ottaviano e dopo una folle fuga sulla Statale del Vesuvio 268, inseguiti dagli stessi proprietari dell’esercizio commerciale, fecero fuoco contro le vittime, uccidendo Pasquale Prisco e ferendo gravemente il fratello e alcuni dipendenti del negozio. I giudici ermellini hanno ritenuto inammissibili i ricorsi presentati dagli avvocati del collegio difensivo dei due imputati e confermato i verdetti, già emessi in primo grado e secondo grado per i due militari-rapinatori, condannando all’ergastolo due ex rappresentanti dello Stato, oggi reclusi in carcere in Veneto. La parola fine su una vicenda dolorosissima per l’intera comunità di Ottaviano, non soltanto per la morte di un ragazzo di 28 anni. I familiari dell’imprenditore ucciso – difesi dagli avvocati Antonio Tomeo e Luca Capasso – avevano invocato una sentenza che rendesse giustizia al giovane. Dopo la condanna all’ergastolo si sono detti pienamente soddisfatti della decisione dei giudici. Nel corso delle udienze è emerso come i due carabinieri-rapinatori si fossero resi protagonisti anche di altre rapine, in Veneto dove svolgevano il proprio lavoro di difensori dello Stato. Quando erano liberi dal servizio, con le targhe camuffate, svestiti della divisa, i due avevano messo a segno diverse rapine negli esercizi commerciali nella provincia di Padova. E lo stesso avevano pensato di fare anche cinque anni fa. Claudio Vitale di 45 anni e Jacopo Nicchetto di 34, i due militari in servizio presso la caserma dei carabinieri di Mestre, il 25 marzo del 2015 avevano tentato il grande colpo all’interno del supermercato Etè di via Vecchia Sarno, a Ottaviano. Dopo aver minacciato titolari e dipendenti del market vesuviano, riuscirono a farsi consegnare 1400 euro in contanti e fuggire a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Vennero, tuttavia, inseguiti, e successivamente raggiunti dalle stesse vittime. Una fuga durata pochi chilometri lungo la Statale del Vesuvio 268 e terminata con una sparatoria finita in tragedia. I due carabinieri infedeli tirarono fuori le pistole di ordinanza e fecero fuoco all’impazzata. Uno dei proiettili partiti da quelle armi colpì al ventre Pasquale Prisco, uno dei titolari del market di Ottaviano svaligiato pochi minuti prima. La ferita fu profonda e il giovane – all’epoca dei fatti 28enne – perse molto sangue. Morì poco dopo in ospedale. La sparatoria sulla Statale del Vesuvio causò il ferimento di 9 persone, tutte costrette a ricorrere alle cure mediche. Tra i feriti anche Jacopo Nicchetto, uno dei due imputati, raggiunto da un colpo al gluteo destro. Una perizia successiva dimostrò che il proiettile che lo colpì era della sua stessa pistola.

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