Comune di Torre Annunziata pieno di debiti, rischia 48 pignoramenti

Giovanna Salvati,  

Comune di Torre Annunziata pieno di debiti, rischia 48 pignoramenti

Il Comune è pieno di debiti e adesso rischia una cinquantina di ingiunzioni di pagamento. Le ultime grane di un bilancio colabrodo sono le 48 “esposizioni debitorie” nei confronti di altrettante ditte per una cifra tra l’altro quasi insignificante: 56mila euro, centesimo più, centesimo meno. Le ditte hanno chiesto di recuperare il credito ma dal Comune hanno risposto, spesso in grave e ingiustificabile ritardo, che i soldi non ci sono. Il caso è stato sollevato del dipartimento che si occupa della trasparenza ed è stato infilato in una relazione che porta la firma del segretario comunale Lorenzo Capuano, che poi è anche il responsabile del settore anticorruzione del Comune di Torre Annunziata. Il dirigente ha messo nero su bianco la sua accusa agli uffici comunali e ha piazzato la questione sotto il naso del sindaco Ascione. Nel documento sono elencate fatture non pagate che risalgono addirittura allo scorso anno. A queste si aggiungono quelle emesse nel corso di quest’anno che hanno reso più salato il conto. Il sindaco ha allargato le braccia, dagli uffici comunali arriva solo un assordante silenzio, il Palazzo va in affanno per una manciata di fatture che nessuno ha mai preso in considerazione. Lo stesso dirigente aveva già inviato una nota ufficiale nella quale, senza mezzi termini aveva richiamato assessori e dirigenti. Aveva chiesto loro di razionalizzare le uscite raccomandandosi di non sprecare ulteriori risorse in un momento economicamente parlando drammatico. Più di una volta Lorenzo Capuano ha agitato lo spettro del dissesto, ma né la giunta guidata da Vincenzo Ascione, né i funzionari del Comune, hanno messo fine all’emergenza, che nel frattempo s’è anche aggravata con l’emergenza Covid e con le spese straordinarie che sono state affrontate. Nella nota si legge: «Ci sono 48 pendenze accumulate in quasi tutti gli uffici, seppur per esigenze diverse, che nonostante i solleciti restano sul tavolo». Si tratta di debiti maturati per ordini commerciali che variano da lavori di manutenzione ad acquisti di materiale, spese documentate con le fatture puntualmente inviate dai fornitori. Nelle ultime settimane l’assessore all’avvocatura, Raffaele Pignataro, ha avviato un censimento interno per avere contezza di quali sono le pendenze dell’ente, di quanti debiti restano da saldare e di quanti, non più rivendicati, possono essere cancellati. Di sicuro restano le 48 posizioni ancora da saldare e il rischio di altrettante azioni giudiziarie che potrebbero anche bloccare i conti dell’ente. Si tratta di piccole somme, ma di grossi problemi, che ingigantiscono quelli arcinoti che sono bombe ad orologeria sotto le poltrone degli amministratori. Dal maxi-debito per il Quadrilatero delle Carceri alle decine di richieste di risarcimento danni, dal debito con la vecchia la vecchia Oplonti Multiservizi alle spese di staff che a un anno e mezzo dalla nomina non ha ancora prodotto nulla, figuriamoci il Piano Urbanistico Comunale annunciato in pompa magna. Ora, gli uffici hanno una scadenza: entro il 31 dicembre devono spiegare perché non hanno saldato le 48 fatture che rischiano di mettere in ginocchio il Comune.

CRONACA