Si continua a scavare sotto la scuola Albertini di Nola, l’associazione Spartacus: “Ci sono altri reperti d’epoca romana”

Andrea Ripa,  

Si continua a scavare sotto la scuola Albertini di Nola, l’associazione Spartacus: “Ci sono altri reperti d’epoca romana”

Altri frammenti di storia sono stati trovati sotto la scuola elementare Mameli di Piazzolla di Nola dove nei giorni scorsi sono continuati gli scavi per la nascita di un parco verde nel giardino dell’istituto elementare. Operazioni completate grazie al contributo e alle donazioni dell’onorevole Silvana Nappi, di Romilda Barbato e Pasquale Pizzo dell’associazione Spartacus di Ottaviano che hanno regalato tre alberi di Camphora Officinalis. Alla piantumazione, che fa seguito alla prima fase tenutasi alcune settimane fa, hanno partecipato anche l’archeologo Nicola Castaldo, il progettista e disegnatore Emilio Castaldo e il vulcanologo e geofisico dell’sservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito. Anche in questo caso, come emerso durante un primo scavo, sono stati trovati piccoli ma «significativi» reperti archeologici. Tracce di storie d’epoca romana sepolti dalla storia per chissà quanto tempo e che oggi, grazie ai ritrovamenti, potrebbero testimoniare ampi insediamento. Ai lavori di scavo, con le conseguente scoperte che saranno consegnati anche alla soprintentdenza archeologica di Napoli per uno studio più approfondito, ha preso parte anche il presidente dell’associazione Spartacus, Gennaro Barbato. Da anni si batte per la valorizzazione del territorio nolano. «Nel 1562 Hyeronimo Albertino acquistò 600 moggi di terreno, mediante un atto di donazione del Monastero dei Santi Severino e Sossio di Napoli. Perché fece edificare il Palazzo proprio in quel luogo? Da dove proviene tutto quel materiale di spoglio nel palazzo Albertini, oggi Covone nel centro di Nola?». Barbato ipotizza che «Palazzo Albertini è stato realizzato su una piccola parte di una Villa Romana di grande estensione».

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