Castellammare: 30 contagi al San Leonardo, chiuso il pronto soccorso

Vincenzo Lamberti,  

Castellammare: 30 contagi al San Leonardo, chiuso il pronto soccorso

Covid: 10.872 nuovi casi e 415 le vittime. In Campania 691 positivi

CASTELLAMMARE DI STABIA – L’ospedale San Leonardo di Castellammare è ancora nella bufera. Ieri, infatti, l’annuncio di ben 30 positivi tra medici, infermieri e operatori sanitari ha creato nuovamente una situazione caotica e senza precedenti. I sindacati dei camici bianchi sono sul piede di guerra e denunciano mobilitazioni per risolvere i disagi che, inevitabilmente, si ripercuoteranno anche sull’organizzazione quotidiana. La prima decisione della direzione sanitaria del nosocomio di viale Europa è stata quella di sospendere le attività del pronto soccorso per 48 ore. Immediata la decisione di procedere a una sanificazione di tutti gli ambienti, anche perché visto il numero elevato di contagi in poche ore, appare evidente che il cluster si trova all’interno della struttura ospedaliera. Subito dopo, per evitare guai peggiori, è stato anche disposto il trasferimento dei pazienti Covid che si trovavano nell’ala destinata al virus. Quindici persone, dunque, sono state portate al Maresca di Torre del Greco e al Covid H di Boscotrecase. Il clima che si respira nelle corsie dell’ospedale di Castellammare non è buono ormai da tempo. Prima una guerra senza precedenti tra camici bianchi che ha portato alle dimissioni irrevocabili dell’ex direttrice sanitaria Rosalba Santarpia, che ha parlato in una nota ufficiale di un paio di settimane fa, di “incompatibilità ambientale” facendo emergere quella che di fatto è una vera e propria guerra di potere all’interno dell’ospedale. E che ciò accada durante la peggiore pandemia del secolo, ovviamente, sembra importare poco a tutti. L’aumento clamoroso dei contagi in una struttura sanitaria che, ormai da quasi un mese, è di fatto anche un presidio Covid rischia di trasformare e peggiorare anche gli equilibri sul territorio in tema di ricoveri e disponibilità di posti letti. La prima conseguenza con cui i vertici dell’Asl Napoli 3 Sud dovranno fare i conti sarà la sostituzione temporanea del personale rimasto contagiato. E già questo sarà un problema difficile da superare. Perché trovare in breve tempo e con la situazione in cui versano anche le altre strutture, 30 tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, è una missione impossibile. Le conseguenze potrebbero essere devastanti per l’organizzazione interna e a soffrire, da subito, potrebbe essere sicuramente il pronto soccorso del San Leonardo che, con l’aggravarsi dell’emergenza Covid, già ha chiuso le sue porte ai codici bianchi e verdi. Solo codici gialli e rossi quelli accettati, fino a due giorni fa, all’ospedale di Castellammare. “Ciò che non doveva accadere è accaduto. Avevamo denunciato la situazione che definire critica era ed è un eufemismo ed ecco il risultato. Un focolaio che purtroppo non si fermerà qui. Bisogna fare presto. La città ha più di 1500 casi se il San Leonardo va in crisi è la fine” le parole di Tonino Scala, capogruppo di LeU. Anche l’amministrazione comunale è preoccupata per quello che sta accadendo in ospedale. Una tensione palpabile e una crisi che rischia di avere ripercussioni soprattutto sull’utenza.

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