Covid, urlo dalla corsia: “Il sistema è fallito”

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Covid, urlo dalla corsia: “Il sistema è fallito”

Boscotrecase. La vicenda dell’ospedale di Castellammare, dove sono stati trovati 30 tra medici, infermieri e operatori socio sanitari positivi, oltre a paralizzare le attività del pronto soccorso pone un problema serio nell’Asl Napoli 3 Sud. Savio Marziani, responsabile del Covid Hospital di Boscotrecase, ed ex direttore del San Leonardo tuona: “Sono contrario ai percorsi misti. Sia in direzione strategica, sia in altri momenti di confronto, ho ribadito più volte che siamo stati quasi obbligati dalle circostanze ad assumere questi provvedimenti. Ma l’idea di un ospedale dove si possano avere pazienti “normali” e pazienti covid, non funziona e non funzionerà mai” la durissima presa di posizione di Marziani. “In passato, a causa del sovraffollamento di utenti sia a Nola che a Castellammare, abbiamo dovuto accettare questo stato di cose. Ma in un percorso misto non esiste affatto la sicurezza di impedire contaminazioni e contagi. Anzi posso dire che vi è la certezza che prima o poi, come accaduto al San Leonardo, per quanti sforzi si vogliano fare le infezioni toccano anche il personale”. Nel nosocomio di viale Europa solo questa mattina riaprirà il pronto soccorso che era stato bloccato dopo il boom di contagi. Il responsabile del Covid H di Boscotrecase ha una sua idea di come si potrebbe fare per gestire al meglio l’emergenza: “Penso che abbiamo bisogno di piazzare davanti agli ospedali covid free delle tende in grado di ospitare anche 30 persone. C’è bisogno di una task force medico-infermieristica che valuti chi arriva, ricevendo le stesse prestazioni che riceverebbe all’interno. Uno screening serio che comporti la possibilità di fare test e solo dopo aver avuto una certezza assoluta entrare in ospedale. Anzi dico di più andrebbe anche creato un tunnel sanificante che consenta a chi entra in corsia di essere sempre sicuro al 100%”. Marziani spiega anche perché, sulla base della sua esperienza, vi è una necessità assoluta di preservare gli ospedali Covid free. “Dobbiamo renderci conti che non si muore solo di Covid. Non possiamo più permetterci di trascurare le altre patologie. Oggi a Boscotrecase siamo in grado di assicurare assistenza al paziente covid a 360 gradi. Ma in altre strutture dobbiamo prenderci cura di chi è ammalato e non ha il coronovirus”.  Il Covid H di Boscotrecase, infatti, dopo il periodo di caos di qualche settimana fa è tornato ad avere una situazione normale: “Al momento ogni giorno abbiamo solo uno o due posti occupati in intensiva. E almeno 20 posti liberi nel reparto normale. Ciò che è sempre piena è invece la sub intensiva. A dimostrazione del fatto che in ospedale arrivano, adesso, solo i pazienti che hanno seri problemi respiratori. E per questo motivo, mai come in questo periodo, il ruolo della medicina territoriale risulta essenziale. I malati asintomatici devono essere tenuti sotto controllo con un costante e periodico”. Sullo sfondo un incubo, la carenza di anestesisti: “Spero di essere cattivo profeta, ma a breve potremmo avere anche la chiusura di qualche reparto di rianimazione, magari non nella nostra Asl, per la carenza di specialisti” conclude Marziani.

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