Dalla vertenza Auchan ai precari degli Scavi: il Natale triste di 170 famiglie di Pompei

Salvatore Piro,  

Dalla vertenza Auchan ai precari degli Scavi: il Natale triste di 170 famiglie di Pompei

Tensioni sindacali, lotte, scioperi e proteste. Il 2020, a Pompei, oltre ai morti per coronavirus, trascina via con sé pure un inquietante dramma lavoro: 3 tavoli di crisi – di cui uno appena “sbarcato” in Parlamento, un altro da tempo invece congelato al Mise – mantengono col fiato sospeso 170 famiglie. Il nuovo spauracchio, che si aggiunge alla pandemia, per tutti ora si chiama disoccupazione.

L’ULTIMA LOTTA.

“Rischiamo di passare anche il Natale senza soldi”. Questo il grido d’allarme lanciato ieri, davanti alla sede Inps di Napoli, in via De Gasperi, da 11 dipendenti della Opera Laboratori Fiorentini, la Spa in house del Mibact che, negli Scavi di Pompei, detiene il controllo in subappalto di servizi aggiuntivi ma essenziali come accoglienza, biglietteria, ufficio guide. Gli Scavi, per effetto delle misure anti-contagio, restano chiusi. I precari di Pompei – circa 30 – sono in cassa integrazione dallo scorso aprile. Eppure, fino a ieri, avevano ricevuto dall’Inps solo una minima parte degli assegni. Da qui, l’ennesimo grido d’allarme lanciato direttamente a Napoli: undici precari di Pompei, rappresentati dai Cobas Lavoro Privato, sono stati ricevuti dai vertici della filiale Inps partenopea, ottenendo almeno lo sblocco dei fondi per il pagamento delle 3 vecchie rate Cig per i mesi di settembre, ottobre e novembre 2020. Si tratta in pratica dell’assegno “Fis attivato dal datore di lavoro in conseguenza dell’emergenza Covid. Il mancato pagamento” sottolinea Domenico Quintavalle dell’Esecutivo Nazionale Cobas “sta arrecando enormi difficoltà ai lavoratori e alle loro famiglie tali da impedire anche il semplice rifornimento di generi alimentari”.

LA VERTENZA STORICA.

La più antica, il cui tavolo di crisi aperto al Ministero dello Sviluppo Economico dopo il “closing” del 2019 resta congelato, si chiama “Auchan-Conad”. Si tratta dell’operazione da circa un miliardo di euro che, l’anno scorso, consentì al colosso italiano della Gdo Conad di rilevare più di 1800 ex market Auchan: il marchio dei francesi che ha ceduto infine locali e quote di mercato, dopo aver chiuso il 2018 con perdite sul bilancio che si aggirerebbero intorno agli 88 milioni di euro. Tra gli ex market Auchan, rilevati dal colosso Conad, c’è pure quello di via Ponte Nuovo, al confine tra Pompei e Castellammare di Stabia. Secondo i sindacati, a 16 mesi di distanza dal closing dell’operazione, i dati sui “potenziali esuberi preventivati, in Campania, dalla nuova proprietà Conad-Margherita, restano incerti”. A Pompei, 109 dipendenti ex Auchan restano quindi col fiato sospeso.

CONTRATTI “ALES” IN SCADENZA.

E’ la terza e ultima vertenza di un 2020 catastrofico, sotto il profilo occupazionale, per la città di Pompei. In questo caso, la crisi tocca sempre il Parco Archeologico e travolge i dipendenti di Ales Arte Lavoro e Servizi S.p.A., la società in house del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che ne detiene il 100% delle azioni. Ales ha recentemente dichiarato che non provvederà al rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza di centinaia di lavoratori addetti alla sorveglianza, alla manutenzione e ai restauri nei principali musei italiani. I tagli del personale riguarderanno anche il Parco Archeologico di Pompei, dove sono state previste 68 unità per la sorveglianza; tuttavia, attualmente, vi sono solo 34 unità e molti contratti in scadenza non saranno rinnovati. Il caso è appena “sbarcato” in Parlamento con un’interrogazione presentata ai ministri Franceschini e Catalfo dalla senatrice di Pompei Virginia La Mura.

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