I libri nelle cassette della frutta, il disastro della biblioteca di San Giuseppe Vesuviano: uno schiaffo alla cultura

Andrea Ripa,  

I libri nelle cassette della frutta, il disastro della biblioteca di San Giuseppe Vesuviano: uno schiaffo alla cultura

I libri sono chiusi in vecchi scatoloni di una ditta traslochi oppure contenuti nelle cassette di plastiche di quelle solitamente utilizzate dai fruttivendoli ai mercati generali. Spesso impolverati. Abbandonati al loro destino da anni. Le foto pubblicate dal consigliere di minoranza, Nello De Lorenzo, giorni fa, sono l’emblema di quanto poca attenzione sia stata rivolta alla cultura. D’altronde le polemiche, già scoppiate sulla gestione della biblioteca durante il primo mandato del sindaco Catapano, quando anche il grande accusatore di oggi ne faceva parte, sono il sintomo di quanto lontane nel tempo siano le spine nel fianco del primo cittadino. A cui, al di là degli spot elettorali e degli annunci trionfalistici, non si riesce a porre rimedio. Le condizioni in cui versano oggi gli uffici comunali adibiti a biblioteca sono contenuti negli scatti-denuncia pubblicati attraverso i canali social da uno degli esponenti più agguerriti della minoranza, il presidente del consiglio comunale uscente che alle ultime elezioni amministrative ha cambiato bandiera in aperto scontro con il sindaco sostenuto nei cinque anni precedenti. «Questa è la fine che ha fatto la nostra biblioteca, libri buttati e ammassati alla rinfusa in una stanza del plesso Capoluogo», il messaggio a corredo di quelle immagini che sono lo schiaffo alla cultura e alla lettura. Eppure i propositi dell’attuale squadra di governo, trainata dal sindaco della Lega, erano ben differenti. Subito dopo la vittoria alle amministrative, Catapano annunciò gli imminenti lavori per regalare alla città «una rinnovata biblioteca con aule studio multimediali». Un progetto invidiabile, sulla carta doveva essere il vanto dell’intero hinterland vesuviano. Invece oggi i volumi di proprietà del Comune di San Giuseppe Vesuviano girovagano tra gli uffici chiusi. Una volta nella scuola dei Marciotti, nella biblioteca aperta e poi chiusa per problemi legati alla sicurezza dei locali, e poi all’interno della scuola Capoluogo, il plesso nel pieno centro storico della città chiuso per i crolli nelle aule poco più di un anno fa e mai più riaperto. Ma lo schiaffo alla cultura fa più male se si considerano le condizioni in cui sono  conservati quei volumi. Piuttosto che essere stipati negli scaffali e tenuti con cura in quelle che una volta erano le classi del Primo Circolo Didattico, i libri sono abbandonati in vecchi scatoloni. Lasciati in cassette di plastica di quelle usate per contenere la frutta. Abbandonati all’interno di una stanza che spesso è chiusa con un catenaccio. I libri sono stati trasportati nell’ex scuola elementare chiusa per crolli da qualche settimana. Resteranno lì a lungo, fino a che non sarà trovata una soluzione definitiva. A giudicare da quanto poco è stato fatto negli anni per dotare la città di un centro in cui poter consultare i volumi di proprietà del Comune è facile intuire che ci vorrà ancora parecchio tempo affinché il futuro della biblioteca torni a essere – come in campagna elettorale – una priorità.

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