Sorrento. L’ultimo saluto a Russo: «Era il simbolo del turismo»

Salvatore Dare,  

Sorrento. L’ultimo saluto a Russo: «Era il simbolo del turismo»

Un pioniere del turismo. Un signore d’altri tempi. Un galantuomo. Sorrento l’ha salutato per l’ultima volta ieri, in Cattedrale, consapevole che la sua scomparsa segna l’addio a un’icona dell’ospitalità che ha fornito il suo contributo anche ai vertici dell’amministrazione. Con Mariano Russo, 90 anni di ideali e ambizioni, se ne va un riferimento sano, di cui Sorrento ne avrebbe bisogno anche oggi, vista la rotta incerta per il turismo ai tempi del Covid. Mancherà la sua lungimiranza. Basti pensare che negli anni Cinquanta, con l’azienda autonoma allora presieduta dal professore Carlo Di Leva, Russo sostenne il progetto per il Palazzo dei Congressi, poi divenuto realtà con il Sorrento Palace, condotto da suo fratello Giovanni. Uno spazio che calzava a pennello per gli Incontri del Cinema o il concerto di Capodanno. Visioni incisive, appassionate. Negli anni Settanta, ipotizzò la realizzazione di un campo da golf nella pineta Le Tore e anche il collegamento meccanizzato tra il porto e piazza Lauro: progetto tuttora in embrione. Nato a Sorrento, da giovane seguì i genitori, Maria e Mario Russo, ad Asmara: qui la sua famiglia aveva un locale che ospitava artisti del calibro di Renato Carosone e Pietro de Vico.

Nella sua vita, come ha ricordato in alcune uscite pubbliche, ha fatto anche il bagnino, senza risparmiarsi. Rientrato a Sorrento, Russo è diventato un operatore appassionato. Agli inizi con l’hotel Capri e villa Maria, poi gli alberghi Conca Park e Belair dove, ricorda Francesco Gargiulo, coordinatore del movimento civico “Conta anche tu”, «spesso ospitava il futuro Capo dello Stato Francesco Cossiga. Una volta vennero nel mio negozio di cambio. Mariano mi presentò Cossiga definendomi un operatore degno di piazza Affari. Era ironico e semplice». Vantava amicizie importanti nel mondo dell’imprenditoria, della politica e del turismo, ma anche dello spettacolo. Domenica notte l’attrice Mariagrazia Cucinotta, sui social, ha postato un selfie con Russo: «Ciao grande Mariano, amico mio, sei stato un uomo di una generosità e umanità uniche, una famiglia per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarti. Ti voglio bene». Eppure, Russo non ha mai smesso di essere umile, neppure prima di morire. «Con pressione arteriosa non rilevabile ha voluto cambiarsi d’abito e pettinarsi per andare in ospedale. Ha sceso da solo le scale. Non ha chiesto antidolorifici. Ha solo detto tante volte a medici ed infermieri: “Scusatemi, grazie, ancora grazie”…» ha scritto commosso l’amico Antonino Pane, giornalista de Il Mattino. «Stiamo diventando sempre più soli» confida Antonino Siniscalchi, direttore di Surrentum. Russo è stato assessore negli anni Novanta con il sindaco Gennaro Astarita, poi nel 2000 fu nominato vicesindaco dall’ex primo cittadino Marco Fiorentino che lo ricorda con un pizzico di rimpianto: «Dieci giorni fa ci sentimmo e mi chiese di vederci. Decidemmo di rimandare per l’emergenza Covid. Chissà, credo che avrebbe voluto parlarmi sugli scenari del turismo e della nostra città. Mi mancherà». Commosso l’ex senatore Raffaele Lauro: «Si conclude, nel dolore del distacco terreno, uno dei capitoli più prestigiosi dell’imprenditoria turistico-alberghiera sorrentina, e non solo. Mariano era la cultura della sorrentinità». Addolorato il sindaco Massimo Coppola: «Un momento terribile».

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