Sono finiti i soldi, niente bonus spesa per 28 famiglie di San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Sono finiti i soldi, niente bonus spesa per 28 famiglie di San Giuseppe Vesuviano

Per oltre mille famiglie di San Giuseppe Vesuviano è stato un Natale triste, passato in coda ai supermercati e ai negozi della città stringendo tra le mani i voucher per la spesa. Per altre 28 lo è stato ancor di più, perché dal Comune, pur avendone i requisiti, non hanno ottenuto neanche un ticket per l’acquisto di generi di prima necessità. Un dramma nel dramma, figlio della carenza di fondi da parte dell’amministrazione comunale – che per la seconda ondata di aiuti ha stanziato “solo” i 326.652 euro, messi a disposizione del Governo – che s’è vista costretta a escludere dagli aiuti decine di famiglie che pur avendo presentato correttamente le domande e rientrando negli elenchi delle famiglie ammissibili a finanziamento, non hanno ricevuto nulla. L’analisi dei numeri tra la prima spaventosa ondata di contagi e la seconda, vissuta in maniera sicuramente meno stringente rispetto ai mesi di marzo e aprile, ha messo in mostra il lato più debole di una città che sta facendo enorme fatica a rialzarsi. Circa 1200 erano stati i beneficiari degli aiuti stanziati dal Comune sei-sette mesi fa, divisi in due graduatorie. Oltre 1400 domande sono giunte adesso per la richiesta degli aiuti – di cui poco più di mille ritenute ammissibili (1029, a fronte di 346 nuclei esclusi dai bonus) – per l’acquisto di generi alimentari e altri beni di prima necessità. Insomma, lo scostamento tra i mesi primaverili dove il virus era una paurosa novità da affrontare e l’inverno della consapevolezza di dover «convivere» con la pandemia resta minimo. Ma se nella prima ondata negli uffici del Comune di San Giuseppe Vesuviano s’era fatto tutto il possibile per provare ad accontentare quante più famiglie possibile, stavolta – visti anche la fragilità delle casse pubbliche – gli uffici si sono visti costretti a escludere 28 famiglie che avrebbero potuto ricevere dai 100 ai 500 euro di aiuto. Soldi da spendere nelle attività commerciali che hanno presentato richiesta per ottenere i voucher spesa, poi rimborsati dal Comune. Così per 28 famiglie il Natale appena trascorso è stato ancor più triste, perché sotto l’albero non hanno trovato la mano tesa della solidarietà da parte dell’amministrazione di San Giuseppe Vesuviano. Si sono dovute arrangiare, stringendo magari la cinghia come fatto nei mesi precedenti. Fatti di rinunce. Un dato che emerge proprio nei giorni in cui alcuni politici del municipio di piazza Elena d’Aosta si sono lasciati immortalare servendo pasti al centro Caritas della città servendo paste alle fasce più deboli. Un gesto semplice che ha lasciato spazio a una doppia interpretazione: tra chi s’è complimentato con gli amministratori per la lodevole iniziativa e chi invece ha «bollato» la visita al centro Caritas come un momento di propaganda nel vano tentativo di recuperare consensi dopo le “mazzate” sotto forma di cartelle di pagamento per la Tari (sia dell’anno in corso e sia del 2015) che l’Ente ha inviato proprio a ridosso delle festività natalizie.

CRONACA