Veleni sul parcheggio a Torre Annunziata. Procedura irregolare, nuove ombre sull’Utc

Giovanna Salvati,  

Veleni sul parcheggio a Torre Annunziata. Procedura irregolare,  nuove ombre sull’Utc

C’è una bomba ad orologeria pronta a scoppiare al secondo piano del Comune di via Provinciale Schiti. C’è chi cerca di disinnescarla nascondendo sotto al tappeto gli atti, evitando di parlarne o negando – come nel modus operandi del sindaco Vincenzo Ascione – e chi invece è pronto a portare il caso in Procura. Nel mirino c’è l’ufficio comunale di Torre Annunziata, guidato dal dirigente Nunzio Ariano e il progetto di un parcheggio in via Zampa, progetto a firma dell’assessore Luigi Ammendola. Al centro una serie di relazioni, chat segrete e un provvedimento disciplinare. Tutto inizia il 7 dicembre, durante la seduta del consiglio comunale dove si sta discutendo della delibera in questione. Al primo piano del Municipio il dipendente Di Donna protocolla una relazione dopo un sopralluogo in via Zampa eseguito con il comandante dei vigili Antonio Virno effettuato sette giorni prima. «A seguito della visione del fascicolo edilizio si evidenzia che ai fini del ripristino dello stato dei luoghi è necessario la ricostituzione del quota orografica originaria prima dell’opera, nonché dell’eliminazione di tutte le opere eventualmente esistenti». Alla relazione viene allegato anche il verbale firmato da Di Donna e dal comandante Virno nel quale i due invece dichiarano che «stamani ci siamo recati in via Zampa dove abbiamo accertato che le opere abusive sono state demolite come si evince dagli allegati». Apriti cielo. La nota finisce nella chat di un consigliere comunale dissidente Francesco Colletto, l’ex assessore fedelissimo di Starita che così mette sotto torchio il capo dell’Utc presente in aula. Solo il 15 dicembre il dirigente viene a conoscenza ufficialmente della missiva che rappresenta uno sgambetto per l’opera e ne evidenzia quindi l’irregolarità minando non solo l’opera ma anche la procedura illegittima della delibera. Va su tutte le furie e decide di chiedere un provvedimento disciplinare che nonostante sia un atto riservato finisce, anche questo, nelle chat degli amministratori come Nella missiva Ariano chiede al responsabile dei procedimenti disciplinari, di prendere provvedimenti nei confronti del dipendente, l’architetto Gino Di Donna. Nelle motivazioni Ariano scrive: «Contravvenendo a quelli che sono i doveri e gli obblighi di segretezza ha protocollato il 7 dicembre una nota  che poi inviava in chat al consigliere Francesco Colletto durante il consiglio che ha permesso al consigliere di effettuare durante il consiglio una domanda trabocchetto al sottoscritto in modo tale da indurmi a rispondermi in modo falsato». E’ l’inizio di una guerra interna ma che mina la delibera del parcheggio rimettendo l’opera in discussione. Un’area nella quale insistono opere abusive che dovevano essere espropriate a carico dell’ente ma che ora invece, con le relazioni, potrebbero invece evidenziare una serie di irregolarità commesse dall’Utc. Resta da chiedersi perché solo ora il dipendente segnala l’anomalia e perché il dirigente cade dalle nuvole.

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