Raffaele, il primo stabiese con la spilla del vaccino: «Fidiamoci della scienza»

Ciro Formisano,  

Raffaele, il primo stabiese con la spilla del vaccino: «Fidiamoci della scienza»

«Stanotte non ho dormito, ero emozionato». Sorride Raffaele Volpino, infermiere di Castellammare che lavora all’ospedale Pascale di Napoli. Quarant’anni, due figli, una vita al servizio degli altri e una spilla appuntata sul petto da ieri mattina: «Mi sono vaccinato».

Che emozione è stata? «Avevo la stessa ansia che provavo quando dovevo dare un esame all’università. Un mix di emozioni contrastanti. Ma alla fine è stato meraviglioso aver dato un piccolo contributo al nostro paese».

Cosa hai pensato nell’istante in cui l’ago ha attraversato il tuo corpo?

«Ho pensato ai miei bambini, alla mia famiglia. E ho pensato soprattutto a ciò che abbiamo vissuto in questi mesi, in particolare da marzo a maggio».

E’ stata dura?

«Durissima. Soprattutto nella prima fase avevamo molta paura perché non conoscevamo il nostro nemico. E anche perché dovevamo assistere pazienti con malattie oncologiche e dunque molto più fragili».

Da operatore sanitario è convito che il vaccino ci porterà fuori dalla pandemia? «Se non ci fidiamo del progresso e della scienza siamo fregati. La storia ci dice che non ci sono altre alternative».

Però ci sono tante persone che la pensano diversamente

«Quando ho deciso di vaccinarmi in tanti mi hanno ripetuto: “vai a fare la cavia?”. Purtroppo la gente ha poca memoria. Ha già dimenticato le sofferenze, i morti e i drammi di questi mesi. Io non ho dimenticato. Io mi vaccino».

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