Microspie e gps per incastrare il capo dell’Utc a Torre Annunziata

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Microspie e gps per incastrare il capo dell’Utc a Torre Annunziata

Microspie, un gps installato sulle sue autovetture e microfoni nascosti. Sono alcuni dei retroscena dell’indagine che il 28 dicembre scorso ha portato all’arresto di Nunzio Ariano, il dirigente dell’ufficio tecnico di Torre Annunziata finito in carcere per induzione indebita. Ariano è accusato di aver intascato una tangente da 10.000 euro da un imprenditore napoletano per favorirlo nel l’affidamento di un appalto per i lavori di messa in sicurezza e adeguamento a norme anti-covid nelle scuole di Torre Annunziata. Un appalto “vinto” nell’ambito delle gare per assegnazione in somma urgenza che ha portato alla luce un “sistema” che potrebbe, come un vaso di Pandora, riservare altre risvolti nella prossime ore. L’ingegnere, fermato dai finanzieri del comando di Torre Annunziata – indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, dal procuratore Nunzio Fragliasso ed eseguita dagli uomini guidati dal colonnello Agostino Tortora –  dopo aver ricevuto la mazzetta   consegnatagli nei pressi della spiaggia di Sette Scogliere, ha confessato giustificando il gesto come una «necessità per problemi familiari». Ma i retroscena che spuntano fuori dall’inchiesta raccontano di un capo dell’Utc monitorato h24 per 90 giorni dalle divise, dal giorno in cui sarebbe partita la prima segnalazione per le procedure poco chiare che venivano effettuate. Così l’avvio dell’inchiesta innescata anche dalla denuncia di un impiegato del Municipio.  Sull’autovettura di Ariano è stato installato un Gps attraverso il quale venivano monitorati i suoi spostanti e gli incontri con l’imprenditore. Lo stesso imprenditore che in cambio dell’appalto gli ha poi consegnato le buste con il denaro. Soldi che però non erano destinati solo al capo dell’Utc ma anche ad una seconda persona attorno alla quale ora ruotano le indagini degli inquirenti. Anche se in fase di interrogatorio Ariano ha  dichiarato che i soldi erano solo per lui ed era la prima volta che agiva in quel modo. Una tesi che però non ha convinto ne il pubblico ministero ne tanto meno il giudice che ha convalidato l’arresto confermando la misura cautelare del carcere per l’indagato.  Intanto in Comune l’aria diventa sempre più pesante e la gestione della vicenda sta scatenando una serie di scelte che il sindaco Vincenzo Ascione sta prendendo alzando ancora di più la tensione. In primis la scelta di azzerare la sua giunta dopo averla nominata appena sette giorni fa. Poi l’appello alle forze politiche: «ora voglio solo una giunta fatta di tecnici fino alla fine del mio mandato». Una scelta che è andata però di traverso ai gruppi consiliari. E ancora, il commissariamento da parte dei vertici regionali della segreteria cittadina del Partito Democratico e  infine la scelta di affidare il dipartimento tecnico a due dirigenti: la dottoressa Maria Rosaria Quartuccio, attualmente alla guida del Suap che avrà i lavori pubblici e l’ingegnere Luigi Gaglione, attualmente responsabile dell’ambiente a cui sarà invece affidata l’urbanistica. a far discutere è soprattutto la posizione di Gaglione già indagato per il reato di abuso d’ufficio. Per molti non proprio la scelta ideale in un momento così delicato per la città e per il Comune. Un municipio sul quale incombe l’ombra di una nuova Tangentopoli.

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