Torre Annunziata, droga nel water torna in cella Della Monica

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, droga nel water torna in cella Della Monica

«In via Discesa Equipaggi stanno confezionando in casa dosi di droga, correte subito». Dall’altra parte della cornetta c’è un cittadino e la telefonata sembra quasi uno scherzo nella città dove l’omertà è una costante. Ma questa volta non lo è. Quell’uomo ha deciso di aiutare lo Stato. La telefonata racconta di un ragazzo già noto alle forze dell’ordine che non ha perso il vizio della droga nonostante i suoi guai con la giustizia e un curriculum zeppo di precedenti. Lui è Francesco Della Monica: vive in un appartamento in centro, sulla vecchia discesa che conduce a picco sulle arcate del porto. E’ in casa e si trova in cucina. Nella telefonata un cittadino avverte i militari che Della Monica non è solo nel suo appartamento  ma con un suo familiare, ma all’arrivo dei carabinieri è invece solo. Sta confezionando dosi di droga, sul tavolo in cucina ha bustine quelle usate per infilarci dentro la droga da piazzare ai pusher in cambio di denaro. Ma i carabinieri trovano anche tutto il materiale del confezionamento: cellophane, un bilancino di precisione e sopratutto un quaderno. All’interno l’inchiostro nero macchia le pagine con una lunga lista di nomi: sono, con molta probabilità, tutti i suoi clienti. Decine di nomi, clienti che arrivano dalla città oplontina, ma anche dall’hiterland vesuviano e dalla penisola. I carabinieri nel nucleo radiomobile di Torre Annunziata, coordinati dal maresciallo Luigi Mascolo, piombano nell’appartamento e beccano l’uomo che prova a darsi alla fuga. Si dirige verso il bagno, lancia la droga nel water per distruggere le prove ma viene bloccato. I militari riescono comunque a recuperare la droga, anche quella scaricata nel water. Scattano così le manette per Della Monica che viene arrestato e trasferito al carcere di Poggioreale. Nelle prossime ore sarà interrogato – assistito dal suo avvocato Salvatore Ambrosio. Della Monica era già finito nei guai mesi fa, sempre per spaccio e  detenzione di droga. Un arresto che al netto del sequestro di droga lancia anche un messaggio e un esempio per abbattere il muro di omertà: per la prima volta una denuncia arriva al centralino dei carabinieri.

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