Castellammare. Ricatto agli operai Meridbulloni: «Posto salvo solo a Torino»

Tiziano Valle,  

Castellammare. Ricatto agli operai Meridbulloni: «Posto salvo solo a Torino»

Per evitare il trasferimento degli 81 operai di Meridbulloni i tempi sono strettissimi. La data da cerchiare in rosso non è il primo febbraio, quando i lavoratori dovrebbero presentarsi alle porte dello stabilimento Ibs di Buttigliera Alta, in provincia di Torino. Ma il 20 gennaio. Quel giorno, stando a una nota che lo scorso 18 dicembre l’Unione Industriale di Torino ha fatto recapitare alle segreterie di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil del capoluogo piemontese è in programma «la stipula dell’atto di fusione per incorporazione» della Ibs di Buttigliera Alta nei confronti della Meridbulloni di Castellammare di Stabia.Per questo motivo assume ancora maggiore importanza il tavolo di lavoro convocato al Ministero dello Sviluppo Economico per giovedì 14 gennaio. Non è chiaro se l’azienda parteciperà all’incontro, ma è ovvio che se si vuole aprire una trattativa con il Gruppo Fontana, proprietario dello stabilimento Meridbulloni, bisogna ottenere il rinvio della stipula dell’atto di fusione tra le due aziende. La società finora ha fatto muro davanti ai sindacati. Secondo il Gruppo Fontana: «La necessità imprenditoriale di un accorpamento produttivo tra le due aziende deriva da una decisione strategica presa a livello di Gruppo, maturata ormai da alcuni anni, sia per il contenimento dei costi sempre crescenti, sia per il mantenimento della competitività con le aziende concorrenti. Tale processo di accorpamento è iniziato già nel 2010». La società cita operazioni simili effettuate nel corso degli anni con altri stabilimenti industriali, quasi tutti nel Nord Italia, e ritiene che per «il completamento di tale processo oggi è necessario unificare in un unico sito produttivo le due aziende Meb e Ibs».Il Gruppo Fontana, come emerso già nei giorni scorsi, non sembra disposto a fare passi indietro e sottolinea una «riduzione importante dei volumi di domanda dai grandi clienti della Meb e in particolare la situazione è divenuta pressoché drammatica per il mercato francese – continua – In tale settore commerciale si sono registrati riduzioni del mercato francese di oltre il 35 per cento e non sono previsti grossi miglioramenti per il 2021 con un meno 20 per cento tendenziale per i prossimi due anni. A ciò si aggiunge che Sofim, cliente diretto Meb, ha annunciato la chiusura della produzione motori da giugno 2021».Ma il passaggio più pesante della nota è un altro «l’alternativa alla fusione per incorporazione sarebbe solamente la chiusura dello stabilimento Meb e la cessazione totale dell’attività».Per quanto riguarda i dipendenti di Meridbulloni (66 operai, 6 intermedi, 8 impiegati e un dirigente), l’unica concessione è la valutazione di «eventuali richieste individuali di allocazioni su altri siti produttivi del Gruppo», in provincia di Monza o Milano.Una posizione perentoria quella dell’azienda che gli operai sperano possa essere scardinata solo dalla politica. Nella giornata di ieri, è tornato a far visita ai dipendenti il deputato di Italia Viva, Catello Vitiello, accompagnato dal del consigliere Metropolitano Francesco Iovino e del coordinatore cittadino Nino Longobardi: «Attendiamo con fiducia il tavolo convocato al Mise per il 14 gennaio. Auspichiamo che il Governo riesca a svolgere quel ruolo di mediazione e di confronto che tuteli le maestranze e le 81 famiglie stabiesi preoccupate per il lavoro. Ci aspettiamo una maggiore disponibilità dell’azienda a trattare partendo soprattutto dal rinvio della data di ricollocazione degli operai in attesa della soluzione».

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