Torre del Greco, il sindaco nel labirinto della crisi: nuovi alleati per cacciare i malpancisti

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il sindaco nel labirinto della crisi: nuovi alleati per cacciare i malpancisti
Il sindaco Palomba con l'ex capo dell'assise Gaglione

Torre del Greco. Si è rinchiuso due giorni in casa, circondato solo dall’affetto dei suoi familiari: due giorni trascorsi a riflettere sugli insulti piovuti durante la riunione di maggioranza successiva all’azzeramento della giunta e a preparare la «risposta» da consegnare ai malpancisti di palazzo Baronale. Il sindaco Giovanni Palomba non molla. Anzi, rilancia. E già oggi potrebbe annunciare un nuovo vicesindaco al posto della «straniera» Luisa Refuto, espressione del soldato Luigi Caldarola e del politico-ultrà Pasquale Brancaccio. Tutte le strade portano all’ex presidente del consiglio comunale Felice Gaglione, l’uomo della discordia all’interno della coalizione.

L’ultimo strappo

Oggi potrebbe essere già il giorno della verità per la turbolenta squadra di governo cittadino. L’eventuale nomina di Felice Gaglione come vicesindaco – scelta «gradita» al consigliere regionale Loredana Raia – potrebbe portare alla rottura definitiva con i due esponenti della lista civica «Il Cittadino» con conseguente terremoto politico in municipio. E gli stessi federati del neonato super-gruppo di palazzo Baronale potrebbe prendere strade diverse. D’altronde, lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio sta già lavorando alla costruzione di una nuova coalizione: incassato l’ok da Nello Formisano – pronto a passare con la lista civica Dai di Michele Langella e Lucia Vitiello – il primo cittadino ha già fatto il giro delle sette chiese dell’opposizione. Incassando i secchi no delle «orfane» di Ciro Borriello – l’ex vicesindaco Romina Stilo e miss 1100 preferenze Alessandra Tabernacolo – e le legittime perplessità dei grillini Vincenzo Salerno e Santa Borriello. Resta aperta, invece, la porta del capitano di lungo corso Antonio Spierto.

Le colombe del Comune

Insomma, il piano del sindaco è chiaro: alleggerire la coalizione delle «zavorre» e puntare a completare il terzo anno con soli 13 o 14 voti favorevoli. Un’idea arrivata all’orecchio dei «big» del municipio e capace di mettere immediatamente in moto le «colombe» di palazzo Baronale. Pronte a rivendicare visibilità in giunta, ma non a rischiare di andare anzitempo a casa. Di qui, gli inviti arrivati via WhatsApp al primo cittadino per evitare scelte di rottura e provare – attraverso una nuova riunione di maggioranza – a ricomporre i cocci. Inviti, finora, rimasti senza risposta. Ma la svolta potrebbe arrivare già in giornata. Nel caso in cui Felice Gaglione dovesse essere nominato vicesindaco il muro contro muro sarebbe ufficiale. E la composizione della giunta potrebbe diventare l’ultimo dei problemi per il sindaco e i suoi (restanti) fedelissimi.

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