Grana stadio a Torre del Greco, la Turris tira sul prezzo: Colantonio si aggrappa a Frulio per lo sconto

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Grana stadio a Torre del Greco, la Turris tira sul prezzo: Colantonio si aggrappa a Frulio per lo sconto
Il patron Colantonio con il sindaco Palomba

Torre del Greco. Rischia di finire a carte bollate la «guerra» tra l’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba e la Turris del patron Antonio Colantonio per la gestione dello stadio Amerigo Liguori. A 72 ore dalla definitiva chiusura della dirigente del settore sport Luisa Sorrentino a un’eventuale rivisitazione della convenzione recentemente approvata dall’assise cittadina, puntuale arriva la replica del sodalizio corallino.

Pronto a ricostruire – a modo proprio – la tormentata storia dell’affidamento dell’impianto di viale Ungheria e a provare a sfruttare la «sponda» offerta dal presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio per tirare ulteriormente sul prezzo. «La Turris –  sottolinea il legale della società sportiva, l’avvocato Giacomo Grazioli- oggi utilizza l’impianto comunale sulla base di una regolare convenzione di concessione con scadenza prorogata al 30 giugno 2021. Il club ha dovuto mutare la veste per adeguarsi ai regolamenti di ammissione alla Lega Pro, ma il soggetto fiscale è rimasto lo stesso».

Tesi diametralmente opposta alle parole pronunciate in commissione consiliare da Luisa Sorrentino secondo cui «le fatture a carico della società sportiva Turris saranno emesse in base all’ultima convenzione votata in consiglio comunale» e «il bonifico arrivato recentemente sul conto dell’ente di palazzo Baronale riguarda gli acconti da versare entro febbraio del 2020 e mai in precedenza pagati». Insomma, lo scontro è totale. E la Turris ribadisce di avere versato un primo acconto di 8.000 euro al Comune a titolo di corrispettivo per 3 canoni mensili anticipati e successivamente di avere effettuato un secondo bonifico in favore del Comune da 7.000 euro a titolo di «acconto canoni gestione stadio Amerigo Liguori».

Una matassa diventata complicata da sciogliere dopo l’intervento dello stesso Gaetano Frulio a sostegno di Antonio Colantonio e della Turris, intervento sgradito a diversi esponenti della maggioranza e destinato a scatenare nuove frizioni a palazzo Baronale e non solo.

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