Sant’Agnello. Housing sociale: una nuova perizia per riavere le case

Salvatore Dare,  

Sant’Agnello. Housing sociale: una nuova perizia per riavere le case

Poco prima di Capodanno, decisero di accendere dei lumini all’ingresso del complesso residenziale di via monsignor Bonaventura Gargiulo dove sono state costruite le loro 53 case. Case che ormai da un anno sono sotto sequestro. Poi lo striscione augurale per il nuovo anno: «Che il 2021 si apra spalancandolo». Un auspicio, quello delle 53 famiglie dell’housing sociale, che si può sposare con le conclusioni di una perizia che da tempo proprio gli aggiudicatari degli alloggi hanno commissionato ad un urbanista, Sebastiano Conte. Stando alle indiscrezioni, questa consulenza – a dispetto delle ricostruzioni sinora messe in piedi dalla Procura di Torre Annunziata – andrebbe totalmente in contrasto con l’accusa di violazioni urbanistiche di cui per ora rispondono l’ingegnere Antonio Elefante e il commercialista Massimiliano Zurlo per la società Shs (beneficiaria del permesso di costruire) e Danilo Esposito e Francesco Gargiulo, entrambi dirigenti dell’impresa New Electra di Piano di Sorrento. Secondo la perizia di Conte il progetto per la realizzazione del complesso realizzato a Sant’Agnello è regolare. Molto dipenderà ovviamente anche dalle conclusioni dell’architetto Ciro Oliviero, indicato quale ctu. E mentre nei giorni scorsi erano affiorate sui social polemiche per presunte aderenze della vicenda ex Apreamare di Sorrento con l’housing sociale di Sant’Agnello (in particolare, su Facebook, erano montate polemiche rispetto al fatto che al di là di ogni valutazione, nelle aree non degradate, non si possono effettuare interventi di housing sociale, qui le famiglie rispediscono al mittente questa possibilità), resta di estrema attualità l’emergenza sociale che stanno vivendo sulla propria pelle le 53 famiglie, che si ritrovano senza appartamento (con l’arredo praticamente pronto) e con centinaia di migliaia di euro impegnati per l’acquisto di quell’abitazione sognata per anni e sinora mai utilizzata. Una beffa vera e propria legata all’unica “colpa”, quella di aver preso parte a un bando indetto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani. Nel frattempo, c’è stata anche una nuova richiesta di dissequestro degli immobili formulata dagli indagati. La questione è stata valutata dall’ufficio del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, che già in precedenza si era detto contrario alla revoca dei sigilli. D’altronde, stesso pensiero sostenuto dalla Procura di Torre Annunziata coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Le 53 famiglie sperano di poter ottenere un’apertura, magari con la perizia, e vedersi riconoscere il diritto alla casa.

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