Crac Deiulemar, dalle aste mezzo milione di euro per i truffati

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Crac Deiulemar, dalle aste mezzo milione di euro per i truffati

Dopo l’anno nero della pandemia arriva una piccola boccata d’ossigeno per i 13.000 risparmiatori della Deiulemar compagnia di navigazione. Nelle scorse ore, infatti, la sezione fallimentare del tribunale di Torre Annunziata ha concluso ben 5 aste. Di queste quattro si sono chiuse con la vendita dei beni racchiusi nel fallimento della società di fatto: una delle costole del crac da quasi un miliardo di euro che ha messo in ginocchio la città. Unica eccezione l’asta per la vendita di villa Gina, uno dei gioielli della collezione Deiulemar ed ex dimora del defunto capitano della compagnia di navigazione, Michele Iuliano. Uno scenario comunque prevedibile visto il prezzo base del mega immobile (si partiva da un’offerta minima di almeno 1,9 milioni di euro). Gli altri 4 lotti, invece, sono andati tutti venduti. Per il terreno abbandonato di via Viulo, a Ercolano, sono stati incassati 14.500 euro. Venduta anche l’abitazione di via Curtoli, un immobile compreso di deposito. Operazione che è valsa un incasso da 224.000 euro a fronte dei 237.00 del prezzo base. Venduto, invece, per 182.285 euro un appartamento da 5 vani in via Pezzentelle. A chiudere il cerchio, infine, gli 87.000 euro incassati per la cessione di un negozio sito in corso Avezzana. In tutto oltre 500.000 euro. Pochi rispetto alla mole complessiva del crac, ma una base di partenza per i prossimi ristori da distribuire ai risparmiatori dell’ex compagnia di navigazione fallita nel 2012. Risparmiatori che nel 2020 hanno dovuto fare i conti – oltre che con i tormenti della pandemia – anche con il blocco quasi totale di processi e operazioni di vendita. E il tesoretto legato alle sole aste, come detto, potrebbe arricchirsi presto con i proventi legati alla cessione di villa Gina, sicuramente il pezzo pregiato di questo step di aste. L’immobile, situato a ridosso dell’ex storica sede dell’impresa in via Tironi, è una reggia composta da decine di stanze, uno dei simboli del potere economico della compagnia di navigazione. Nei prossimi mesi dovrebbe essere bandita una nuova asta, stavolta con un prezzo leggermente più basso rispetto agli 1,9 milioni previsti per l’offerta minima. Sullo sfondo però ci sono anche i processi che potrebbero rappresentare la vera chiave di volta per i risparmiatori. A cominciare dalla madre di tutte le cause, quella contro Bank of Valletta, l’istituto di credito maltese che avrebbe custodito nelle sue casse 393 milioni di euro – in trust – riconducibili agli armatori falliti di Torre del Greco. L’eventuale recupero di quella somma coprirebbe circa la metà della voragine debitoria aperta dal crac del 2012.

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