Falso, condannati sindaco e consiglieri comunali di Scafati

Adriano Falanga,  

Falso, condannati sindaco e consiglieri comunali di Scafati

Arriva il decreto penale di condanna per tutti e 20 gli amministratori di Scafati rinviati a giudizio l’anno scorso. L’inchiesta è quella sulle false autocertificazioni che travolse l’intera classe politica istituzionale, tra sindaco, giunta e consiglieri comunali. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale Di Nocera Inferiore Luigi Levita, ha condannato i 20 amministratori a tre mesi di reclusione, pena detentiva sostituita da quella pecuniaria, come per legge. Per tutti l’accusa è il falso in atto pubblico perché nella dichiarazione di insussistenza di cause ostative alla assunzione della carica di consigliere comunale o assessore del Comune di Scafati, attestavano “falsamente” di non trovarsi in alcune delle cause di incompatibilità, avendo invece, scrive la Procura «un debito liquido ed esigibile nei confronti dell’ente». Si tratta di pendenze tributarie, in gran parte relative a rate Tari non pagate, come nel caso di Michele Russo, anche di una lite pendente con l’ente da lui amministrato. Russo è l’unico consigliere a cui viene contestato sia il debito, sia la lite pendente, e la pena pecuniaria comminata è pari a 3.375 euro. Da premettere che tutte le cause ostative sono state successivamente sanate, evitando quindi di incorrere nell’incompatibilità e successiva decadenza, soltanto Marco Cucurachi si dimise dall’assise, certo di far valere le sue ragioni nelle sedi opportune. La lite pendente contestata a Russo, oggi presidente della commissione garanzia ed ex candidato sindaco, è relativa a una richiesta di risarcimento danni che l’ente gli doveva a seguito di infortunio stradale. Un risarcimento a cui ha poi rinunciato. Oltre al sindaco Cristoforo Salvati, condannati i consiglieri comunali di maggioranza Paolo Attianese, Camillo Auricchio, Giovanni Bottone, Ida Brancaccio, Nicola Cascone, Antonella Vaccaro, Pasquale Vialibetiello, gli attuali assessori Nunzia Di Lallo, Alfonso Di Massa, Serena Porpora, Arcangelo Sicignano e Raffaele Sicignano. Per la minoranza c’è tutto il gruppo Insieme per Scafati: Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto, Michelangelo Ambrunzo e Michele Russo e gli ex assessori Peppino Fattoruso e Alfonso Fantasia. Per tutti una multa pari a 2.250 euro. L’indagine nacque da un esposto dell’ex sindaco Pasquale Aliberti, che più volte, e a più riprese, aveva chiesto alla segretaria comunale Giovanna Imparato di accertare la veridicità delle autocertificazioni sottoscritte dagli eletti. Verifiche effettuate anche grazie all’incrocio dei dati forniti dalla Geset, ex società di riscossione tributi. Una lista nella quale figuravano anche consiglieri convenuti in solido con familiari, o rate dell’imposta sui rifiuti in corso. Tutti i condannati hanno facoltà, entro le due settimane dalla notifica del decreto di condanna, di proporre ricorso. Il totale di imposte evase o parzialmente pagate, secondo quanto accertato dalla Geset, ammontava a circa 100 mila euro. Il grosso è relativo alla tassa sui rifiuti non pagata. I 19 consiglieri in rosso segnano un totale di 85mila euro, di cui 48 mila certi, liquidi ed esigibili perché esecutivi e 37mila pendenti.

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