Scandali e arresti, fuga dal Comune di Torre Annunziata. Dopo gli assessori, lascia il capo dell’assise

Giovanna Salvati,  

Scandali e arresti, fuga dal Comune di Torre Annunziata. Dopo gli assessori, lascia il capo dell’assise

Torre Annunziata. «Non mi sono dimesso per paura o per il terremoto giudiziario che ha travolto l’ingegnere Nunzio Ariano, ma solo perché lo avevo già maturato da tempo e perché sono stanco di vedere gli interessi politici superare quelli della cittadinanza soprattutto in un momento come questo, sono molto deluso». E’ il presidente del consiglio Rocco Manzo ad annunciare le sue dimissioni. Una lettera presentata ieri mattina al sindaco Vincenzo Ascione e protocollata in segreteria, dieci righe in cui ringrazia la maggioranza e il primo cittadino per i lunghi tre anni e mezzo di esperienza alla guida dell’assise. Un nuovo scossone politico che in poche ore ha messo in ginocchio la casa comunale, uno scandalo – con l’arresto del funzionario dell’Utc accusato di aver intascato una mazzetta da 10.000 euro come premio per aver concesso un appalto di 200mila ad una ditta amica, la Supino Group – che ha creato crepe in maggioranza. E così, dopo l’azzeramento della giunta, le dimissioni di Rocco Manzo diventano così l’ennesima scossa. «Avevo da tempo maturato questa intenzione – racconta a Metropolis – mi trovavo spesso a discutere di alcuni argomenti, unico a voler convocare consigli comunali monotematici, anche dando spazio legittimamente alla minoranza, ma senza di fatto trovare riscontri positivi. Il rancore di molti consiglieri è stato spiazzante, e infine la goccia che ha fatto traboccare il vaso che mi ha visto maturare una maggiore delusione: l’incontro di giovedì sera, con un Pd interessato alla spartizione delle poltrone, a un sindaco, contro cui non mi scaglio perché comprendo anche le sue condizioni, ma che non può continuare a pensare alle poltrone ed accontentare certe persone, comprendo l’alleanza con un Pd, partito strutturato, ma l’interesse principale di tutti dovrebbe essere la città, i cittadini». Non risparmia nemmeno i suoi colleghi di maggioranza e aggiunge «siamo stati travolti tutti da un’onda, ognuno di noi ci è ovviamente rimasto e sta vivendo la vicenda in modo diverso al netto delle responsabilità personali di quello che è accaduto, ma c’è stata una fuga improvvisa, ognuno ha pensato a rivendicare qualcosa invece a riflettere sull’accaduto e tutto questo è inaccettabile, siamo amministratori di Torre Annunziata, una città con mille emergenze e si pensa alle poltrone: perché?». Un interrogativo a cui Rocco Manzo non ha una risposta ma di certo non ha atteso a scaricare il sindaco: «Non l’ho scaricato, sono stato chiaro e onesto e io in queste condizioni non resto, il nostro assessore di riferimento è stato Luigi Cirillo e lo abbiamo riproposto, viceversa ne usciremo a testa alta e senza compromesse, mi sono dimesso anche da consigliere e auguro al mio collega Marcello Vitiello un buon lavoro, per quanto riguarda il consiglio comunale che ho convocato non scarico la responsabilità al vicepresidente Giovannina Cirillo e se il segretario comunale me lo consente mercoledì sarò in appoggio alla Cirillo per poi andare via: credo di aver fatto molte cose in questi tre anni e mezzo, prima di tutto di aver assorbito responsabilità che spesso non erano nemmeno mie, ma l’ho fatto, due decreti mai fatti, cittadinanze onorarie e democraticamente non aver mai impedito o censurato nessuno. Ma in questo clima di rabbia e personalismi non ci sto più bene».

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