Vendetta per lo spaccio a Boscoreale: bomba sotto casa di un narcos

Giovanna Salvati,  

Vendetta per lo spaccio a Boscoreale: bomba sotto casa di un narcos

Una bomba carta piena di esplosivo. Un cancello completamente distrutto, danni agli infissi e un’autovettura danneggiata  (una Fiat 500 che si trovava parcheggiata a pochi passi dall’obiettivo dell’esplosione) . E’ il bilancio dell’incredibile raid messo a segno la scorsa notte in via Marchesa, al civico 112, tra Boscoreale e Terzigno. Qui abita Antonino  Cesarano, 35enne e noto negli ambienti della criminalità come o’ mericano. Il suo curriculum è infatti zeppo di precedenti per droga ed era da tempo tornato a casa, dopo una lunga detenzione, con la prescrizione di sorvegliato speciale. Era in casa al momento dell’esplosione. Il boato lo ha svegliato ed è stato avvertito anche nelle strade limitrofe. L’ordigno è stato piazzato davanti al cancello di ingresso tra il muretto e l’inferriata intorno alle 23. Pochi minuti dopo l’esplosione è stato proprio Cesarano a correre in strada per capire quello che era successo. Il pregiudicato poi è rientrato in casa dove ha allertato tempestivamente i carabinieri. Sul posto sono così piombati i militari della sezione radiomobile di Torre Annunziata guidati dal luogotenente Luigi Mascolo. I carabinieri hanno poi chiesto il supporto dei vigili del fuoco. Secondo una prima ricostruzione dei fatti la bomba-carta sarebbe stata piazzata da due persone in sella ad uno scooter. I criminali hanno agito con il volto coperto e non ci sono per ora immagini utili a poter ricostruire un primo identikit. Intanto il pregiudicato è stato anche ascoltato dai carabinieri per cercare di ricavare elementi utili all’attività investigativa. Cesarano ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna minaccia o richiesta e che da tempo stava lontano dalla criminalità locale. Una tesi che ovviamente non ha convinto per nulla gli investigatori. Gli uomini in divisa, infatti, temono che dietro il raid incendiario ci sia invece un chiaro avvertimento, forse per un giro di droga, il controllo delle piazze di spaccio in città. Per ora si tratta solo di ipotesi investigative ancora tutte ancora da chiarire. L’ultima volta che i carabinieri avevano arrestato Cesarano era il 7 maggio del 2018: in casa i carabinieri di Boscoreale gli trovarono più di un chilo di marijuana. La droga era stata nascosta nello zainetto scolastico del figlio, che ignaro, era diventato il suo corriere per l’attività di spaccio. Un escamotage per eludere i controlli, per evitare che i militari, che piombarono nel suo appartamento per una perquisizione, trovassero la droga. Ma anche in quell’occasione Cesarano finì nei guai e per lui scattarono le manette. Poi il ritorno a casa, sorvegliato speciale dei carabinieri che non lo perdevano comunque di vista con continui controlli nella sua villetta nella periferia di Boscoreale. La stessa abitazione davanti alla quale è avvenuto il terribile raid.  Una vicenda che alimenta nuovamente i timori legati all’emergenza sicurezza nella zona vesuviana.

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