I 60 anni dell’album Calciatori Panini: «Attraversa le ere e unisce padri e figli»

Cristina Esposito,  

I 60 anni dell’album Calciatori Panini: «Attraversa le ere e unisce padri e figli»

L’iconica rovesciata di Carlo Parola in primo piano, un grande numero 60 dorato e, sullo sfondo, un muro tricolore a rappresentare la grande forza dell’Italia in un momento storico così delicato. E’ questa la copertina, semplice e carica di significato, selezionata per celebrare i 60 anni dell’album Calciatori Panini, la collezione di figurine diventata parte integrante della cultura e del modo di vivere il calcio nel nostro Paese. Antonio Allegra, Direttore del Mercato Italia di Panini, da 28 anni al servizio dell’azienda modenese, svela a Metropolis il duro lavoro che si nasconde dietro il successo dell’intramontabile raccolta.

Come nasce un album “Calciatori”?

“Partiamo da un concetto fondamentale: innovare nella tradizione. Non possiamo tradire 60 anni di storia, ma ogni anno portiamo novità che possano sempre rendere l’apertura di una bustina una sorpresa. Il lavoro di una collezione inizia il giorno successivo al lancio di quella precedente e passa attraverso l’analisi dei feedback dei collezionisti. A marzo, i dati vengono condivisi con la direzione editoriale per buttare giù le prime idee in termini di grafiche, materiali, formati ed iniziative speciali. Idee che vengono messe nero su bianco con l’inizio dell’estate, quando la collezione prende forma, a partire dalla copertina, scelta grazie al coinvolgimento dei ragazzini, nostro target primario. A partire da fine agosto, si entra nella fase più complessa con la realizzazione ed il montaggio dei materiali fotografici ed editoriali e con la fase di controllo da parte dei licenziatari. Solo a novembre, si avvia la stampa di album e bustine”.

Chi produce il materiale fotografico?

“In passato, questa fase era interamente gestita da Panini con i nostri fotografi che giravano per i ritiri. Adesso, invece, è diventato un meccanismo misto. Anzi, spesso sono le società stesse ad organizzare autonomamente le sedute fotografiche scegliendo un proprio stile e fornendo foto ufficiali”.

Come è stata accolta l’introduzione nell’album della Serie A Femminile?

“La sezione femminile è stata introdotta a partire dal 2004. Una scelta coraggiosa perché se ne parlava ancora molto poco ed è stata spesso contestata dai collezionisti, ma anche lungimirante vista la crescita esponenziale del movimento. Ora ci viene chiesto di dare più spazio e dignità alle giocatrici e credo che possa tranquillamente avvenire nei prossimi anni”.

Quali, invece, le novità di Calciatori 2021?

“Una novità assoluta è lo spazio celebrativo per il 40° anniversario della Nazionale Cantanti. Una scelta singolare ma, dal nostro punto di vista, i calciatori della nazionale cantanti sono anch’essi calciatori che usano il calcio e la loro fama per beneficenza. Ci è sembrato una bella idea omaggiarli con queste figurine. Un’altra piccola novità è l’introduzione della grafica dedicata agli eGamers, i videogiocatori, un’altra rappresentazione del calcio comunque legata ai club ed ai ragazzini, molto vicini al mondo dei videogiochi. Non escluderei che possa esserci anche in futuro”.

Un fedele cronista del calcio che si evolve…

“Gli album storici per noi sono una miniera. Sfogliandoli si vede come è cambiato il calcio anche soltanto dai volti, le capigliature e gli sguardi dei calciatori. Eppure la figurina, oggi come 60 anni fa, rappresenta ancora per il calciatore un simbolo di affermazione. Questa cosa è pazzesca”.

Una raccolta che vince la concorrenza con il mondo digitale…

“Le figurine hanno il potere di trasmettere sensazioni come nessun altro svago è in grado di fare. Mi riferisco all’affermazione nel processo di crescita di un bambino che acquista le bustine con la sua paghetta, al momento in cui le strappa, al loro odore e all’emozione di aver trovato il giocatore preferito. C’è anche la componente di scambio e di condivisione, fare le figurine è bello se le facciamo in tanti. Non a caso, la pandemia ci sta massacrando da questo punto di vista. A ciò si è aggiunta anche la componente generazionale. Oggi, un papà è contentissimo di fare le figurine con il figlio e condividere con lui un tempo di qualità. Così, l’incollaggio dell’ultima figurina è un momento magico, il culmine di un processo che dura settimane, se non mesi. Questo credo sia il segreto per cui dopo 60 anni siamo ancora qui”.

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