Meridbulloni, l’imprenditore Vescovini: “Voglio gli operai, non mi interessa la fabbrica di via De Gasperi”

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Meridbulloni, l’imprenditore Vescovini: “Voglio gli operai, non mi interessa la fabbrica di via De Gasperi”

Castellammare. Che Alessandro Vescovini, patron della Sbe-Varvit di Monfalcone fosse un tipo diretto gli operai della Meridbulloni lo hanno scoperto ieri. Con un messaggio fb sulla pagina di “resistenza” degli operai stabiesi, ha fatto il punto sulla trattativa dicendosi pronto ad assumere gli operai, a creare un sito produttivo al Sud e a non avere alcun interesse verso la vecchia fabbrica di via De Gasperi.  “Il nostro interesse per la Meridbulloni è esclusivamente verso i lavoratori e la loro professionalità. A noi interessate voi, a noi interessano molto poco i soldi pubblici, in tutti questi anni abbiamo sempre utilizzato le nostre risorse che derivano dal nostro lavoro di due generazioni di imprenditori e non abbiamo mai ricevuto contributi pubblici” scrive Vescovini. Che fissa anche un calendario delle trattative: “Senza aspettare i tempi canonici delle trattative sindacali e politiche, abbiamo deciso di partire con i colloqui di lavoro già dalla prossima settimana e con le assunzioni dal primo febbraio. Il piano è molto semplice: assumeremo da subito una forza lavoro congrua per il piano industriale che abbiamo in mente, dalle 50 alle 60 persone, in funzione delle professionalità che riscontreremo e cosa più importante investiremo 7-8 milioni di euro, soldi nostri, non di pantalone”. Il suo è anche un atto d’accusa nei confronti dei Fontana, gruppo concorrente al quale non disdegna freacciate dirette: “I macchinari di nuova generazione, non le macchine di mio nonno sulle quali avete lavorato fino ad ora, impiegheranno un anno per arrivare ed essere installate, nel frattempo verrete a Monfalcone, vitto e alloggio pagato per apprendere ed inserirvi nei nostri standard. Durante il periodo di formazione, una volta ogni tre settimane tornerete nella vostra terra e dalle vostre famiglie ed il viaggio di trasferimento ovviamente sarà a carico dell’azienda.  So che non siete abituati a queste cose dalle vostre parti, ma gli imprenditori veri ed in Italia per fortuna ce ne sono ancora molti, fanno così”. Vescovini ribadisce di non avere alcun interesse verso il suolo di via De Gasperi. “Certamente avremo delle agevolazioni fiscali, certamente il territorio ci aiuterà trovando un immobile e ristrutturandolo, ma prima della decisione di Fontana di chiudere lo stabilimento non avremmo mai pensato di venire ad investire in Campania. Noi lo facciamo per la professionalità da voi acquisita negli anni, che è un asset strategico sul quale vogliamo investire e abbiamo pensato che da questa decisione scellerata possa nascere una nuova opportunità per noi e per voi” scrive Vescovini che chiarisce meglio e con durezza il suo pensiero: “Dell’immobile dei Fontana non ce ne può fregare di meno. Per prima cosa perchè noi siamo industriali e non albergatori, ma principalmente perchè non intendo avere nulla a che fare con un gruppo contro il quale combattiamo amabilmente da ben due generazioni. Credo proprio che in zona non manchino capannoni vuoti o dismessi e credo che non sia impossibile per il territorio procurarcene uno in tempi brevi” assicura il leader di Sbe-Varvit.

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