Torre Annunziata, vandalizzato il centro sociale di Casa Matilde: occupata da abusivi e senza tetto

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, vandalizzato il centro sociale di Casa Matilde: occupata da abusivi e senza tetto

Era il 24 aprile del 2013 quando il taglio del nastro inaugurò uno dei centri sociali più importanti a Torre Annunziata. Perché allestito nel rione della camorra, il Penniniello e perché intitolato ad una mamma coraggio, uccisa per aver denunciato i pedofili del figlio. L’immagine dei piccoli scugnizzi del quartiere increduli che qualcuno avesse investito nel loro rione, che portasse una ventata di legalità dove la criminalità aveva avuto il monopolio, è ancora fresca. Il centro sociale intitolato a Matilde Sorrentino fu una boccata di riscatto, divenuto simbolo della memoria e di responsabilità per chi ha provato invano a preservarlo. Sono trascorsi otto anni da quel giorno e l’unica parola che oggi sintetizza quel luogo è la vergogna e l’abbandono. Vandalizzato, occupato abusivamente e sventrato da chi non ha avuto rispetto nemmeno delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Da mesi erano partite le segnalazioni al Comune e alle forze dell’ordine ma solo a novembre la scoperta dello scempio. I vandali avevano sventrato le porte, rubato infissi e materiale che era stato allestito all’interno. Persino la targa fu trafugata. Poi una nuova affissione, il cambio della serratura e una ripulitura veloce. Per alcuni mesi utilizzata per smistare anche i pacchi alimentari nel rione, poi è ricalato il sipario. Fino a ieri. La scoperta è un pugno nello stomaco: all’interno spuntano materassi, qualche mobiletto, coperte e rifiuti. Abiti sparsi alla rinfusa, scarpe e avanzi di cibo. C’è chi lo ha trasformato in un dormitorio, chi si introduce la notte dal retro, perché non serve nemmeno più la porta di ingresso per accedere: dalle finestre rotte e dalle grandi grate è possibile accedere senza  problemi e senza nemmeno dare troppo nell’occhio visto che il centro si trova proprio a ridosso della strada principale, via Settetermini e nel piazzale dedicato ai  giudici Falcone e Borsellino. Doppio schiaffo alla legalità. Doppio schiaffo alla memoria. L’assenza di una vigilanza, di telecamere e il menefreghismo delle istituzioni hanno permesso che anche quel centro diventasse l’ennesimo buco dove senza tetto trovassero casa. Sembra che a nessuno interessi, nonostante i fondi spesi, i progetti sui quali si erano proclamati spot e passerelle. “Avevamo segnalato mesi fa che il centro sociale era bersaglio di vandali – spiega il consigliere Ciro Alfieri- ma ancora una volta a questa amministrazione non interessa nulla dei simboli della legalità si nutre si spot e non di atti concreti. E quello che temevamo è accaduto. Vandalizzato e occupato, doveva accogliere e non diventare covo di degrado. Il dirigente Nicola Anaclerio era stato informato già mesi fa, avevamo chiesto un sopralluogo congiunto al quale non si è presentato. Presenteremo una denuncia scritta nei prossimi giorni – conclude il consigliere che insieme agli altri esponenti dell’amministrazione e componenti della commissione politiche sociali si sta occupando del caso –  chi ha consentito che quella struttura diventasse luogo di degrado deve assumersi le proprie responsabilità. Simboli come il centro sociale Matilde Sorrentino va tutelato non offeso”.

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