Le guide turistiche della penisola: «Aiuti-farsa dallo Stato, adeguare i bonus al fatturato 2019»

Salvatore Dare,  

Le guide turistiche della penisola: «Aiuti-farsa dallo Stato, adeguare i bonus al fatturato 2019»

Erogare subito la cassa integrazione adeguando in base al fatturato 2019 le indennità. Non solo: aprire siti archeologici e museali, col riordino delle professioni a cui accompagnare controlli anti abusivismo. Sono le richieste delle guide turistiche che, anche dalla penisola sorrentina, attraverso Salpi-Fenalt, vanno all’attacco. E lo fanno proclamando lo stato di agitazione. Nel mirino finiscono governo e Regione. La minaccia è di scioperare. «Lamentiamo la più completa inefficacia delle misure assistenziali varate dallo Stato a sostegno degli operatori del comparto turistico per fronteggiare la grave crisi causata dalla pandemia ancora in corso – si legge nel documento dei sindacati – Le misure, bonus vari e cassa integrazione, sono state in primo luogo intempestive – poiché ben poche somme di denaro sono state ad oggi accreditate a favore di pochi tra i richiedenti – e, in ultima analisi, si sono rivelate insufficienti a contrastare il quasi azzeramento del reddito dei professionisti del comparto, i quali hanno potuto contare per il 2020 su di un numero irrisorio di giornate lavorative, con grave nocumento per se stessi e per le proprie famiglie. Nello specifico, le guide turistiche, gli accompagnatori turistici e gli altri professionisti appartenenti ai vari settori del comparto turistico alle dipendenze di società cooperative ancora attendono i pagamenti della cassa integrazione, essendo ormai noto come, i più fortunati, abbiano percepito solamente le prime due mensilità». Ed è qui che si apre la vertenza e non mancano stilettate alle istituzioni: «La classe politica tutta dovrebbe interrogarsi su come sia possibile sopravvivere con così pochi mezzi, visto che non abbiamo potuto lavorare per oltre un anno e non abbiamo certezze, né tantomeno rassicurazioni da parte delle istituzioni competenti, in ordine alla ripresa lavorativa: francamente, viene da chiedersi se sia normale che tutto ciò stia accadendo nel paese considerato l’ottava potenza mondiale» dicono le guide turistiche. Si parla anche di discriminazione nell’erogazione dei bonus legati a «parametri burocratici avulsi da qualsiasi riferimento a quella che è la realtà lavorativa, essendo attualmente ferma l’idea che le guide siano solo coloro che hanno uno specifico codice Ateco ed un unico inquadramento, quando invece sarebbe stato necessario fare riferimento alla fatturazione dell’anno 2019, al fine di confrontarla con quella del 2020 ed erogare così l’indennità nella misura del 75 per cento della differenza di fatturazione». L’accusa è pesante nei confronti del ministro per i beni culturali ed il turismo, Dario Franceschini, «il quale ben poco ha fatto per sostenere le varie categorie del comparto».

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