Sorrento. Speranza per il turismo, spuntano 50 nuovi B&b

Salvatore Dare,  

Sorrento. Speranza per il turismo, spuntano 50 nuovi B&b

Un elenco lunghissimo con 51 nuove Scia – segnalazione certificata di inizio attività – riguardanti strutture extralberghiere, in prevalenza bed and breakfast. A Sorrento la pandemia da Covid 19 e l’emergenza economica legata al vertiginoso crollo di arrivi e presenze di turisti stranieri non ferma le iniziative imprenditoriali legate all’ospitalità. Mentre gli alberghi restano ancora chiusi – alcuni hotel di “spessore” addirittura pensano a una riapertura estiva per fine maggio prossimo – viene a galla il dossier delle Scia extralberghiere. Il periodo che viene preso in considerazione è quello compreso tra lo scorso primo luglio e il 31 dicembre. Si tratta di obblighi di legge, con alcuni dati diffusi ovviamente anche sull’albo pretorio istituzionale del Comune di Sorrento. Ma al di là di ciò si temono ancora pesanti ripercussioni sull’indotto. Sempre a causa di restrizioni e assenza di prenotazioni. Per la svolta del turismo, l’unica soluzione è accelerare sul fronte delle vaccinazioni e dare regole chiare a tutti per una riapertura in sicurezza: «Solo così – spiega il primo cittadino di Sorrento – potremmo riprendere la nostra economia che è allo stremo». Anche Costanzo Iaccarino, albergatore e vicepresidente nazionale di Federalberghi, è convinto che l’unica soluzione per far partire la ripresa è quella di far vaccinare tutti i lavoratori del comparto turistico, da chi lavora in hotel, ai conducenti di taxi e Ncc, a chi lavora nei bar e ristoranti. «Non capisco perché – sottolinea – questo sistema sia stato reso possibile per le navi da crociera e non lo applichiamo per il comparto turistico. Chi possiede le seconde case può andare una volta al ristorante, al bar, in pizzeria, portando un po’ di ossigeno, ma l’economia turistica si riprenderà solo con l’apertura degli alberghi». Per Giuseppe Aversa, patron dello stellato Il Buco di Sorrento, la ripresa del settore è possibile aprendo soprattutto la sera a cena, perché in questi ristoranti il movimento non si registra a pranzo. «La categoria dei ristoratori chiede a chi ci amministra un atto di fiducia nei nostri confronti – dice – è come se ci considerassero irresponsabili e immaturi nel gestire un’apertura in sicurezza. Come se ci dessero a tutti noi del poco professionali. Poi vediamo i supermercati aperti, gli uffici postali, e altri centri, con afflussi consistenti ma regolati. L’apertura delle seconde case non cambierà la nostra vita. Dateci fiducia – conclude – fateci aprire la sera. Siamo attrezzati per farlo». Proprio nel corso degli ultimi giorni, è iniziato il dibattito sul futuro del comparto turistico anche in termini sanitari. L’ex sindaco di Capri, Costantino Federico, ha ipotizzato proprio la possibilità di poter fornire il vaccino in via prioritaria anche ai lavoratori del settore turistico nazionale così magari da poter consentire una ripresa economica quanto più accelerata è possibile. Ma è chiaro che si tratta probabilmente di una vera e propria chimera.

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