Terremoto politico a Torre Annunziata, anche la Cisl condanna Ascione: «Il nostro peggior interlocutore»

Giovanna Salvati,  

Terremoto politico a Torre Annunziata, anche la Cisl condanna Ascione: «Il nostro peggior interlocutore»

La sete di potere e le ambizioni per le poltrone potrebbero salvare il sindaco travolto dallo scandalo mazzette all’Utc. Difficile trovare nella maggioranza consiglieri di uno spessore politico e umano adatti a portare avanti una questione morale, più facile che gli appetiti prendano il sopravvento. In queste ore il sindaco Ascione sta cercando disperatamente di rimettere insieme i numeri della sua coalizione, garantendo visibilità a chi gli dimostrerà sostegno nella prossima battaglia in consiglio comunale nella quale si giocherà la permanenza sulla poltrona di primo cittadino. Il fronte dei dissidenti potrebbe così arretrare dopo due giorni di “avanzamento”, e le firme che saranno eventualmente raccolte in maggioranza potrebbero non bastare all’opposizione che ha presentato la mozione di sfiducia per mettere fine a un’amministrazione politicamente finita e distrutta dal terremoto Ariano, l’ingegnere capo dell’ufficio tecnico beccato con una tangente da 10.000 euro infilata in tasca. Dovesse riuscire il miracolo della salvezza, il sindaco si ritroverebbe comunque ad affrontare la sua ultima fase di consiliatura tra polemiche e veleni. Anche i sindacati lo aspettano al varco e lo accusano di essere «lontanissimo dalle esigenze della città». Matteo Vitagliano, responsabile territoriale della Cisl, attacca frontalmente Vincenzo Ascione. «Se il sindaco fosse stato convinto dei suoi uomini non avrebbe azzerato la giunta. Evidentemente licenziando tutti ha voluto dire che lui è l’unico insospettabile. Un comportamento assurdo che dovrebbe spiegare alla città e che stride con le sue stesse dichiarazioni di pieno sostegno ad Ammendola e allo stesso Nunzio Ariano». Sulla nuova giunta, secondo Vitagliano, «Ascione si è limitato ad eseguire gli ordini della segreteria provinciale del Pd, anche questo un comportamento che la città non merita». Anche perché, incalza il sindacalista, «i vertici napoletani del Pd intervengono solo quando c’è da difendere le posizioni di potere, ma sono totalmente assenti quando si tratta di lottare per l’occupazione, lo sviluppo e la progettualità del territorio». E’ possibile che il sindaco venga salvato da «saltimbanchi e trasformisti della politica cittadina, ma bisogna che la società civile inizia a guardare oltre per un’alternativa seria e credibile». Sul tavolo restano, sottolinea il responsabile della Cisl, tutte le emergenze degli ultimi decenni. «Sia Starita che Ascione sono stati due pessimi interlocutori istituzionali. Hanno promesso sviluppo, investimenti e posti di lavoro ma nessuno dei progetti annunciati è arrivato al traguardo e sono stati disattesi tutti i progetti legati alle Aree di crisi complesse, alle zone Zes. Anche le opere pubbliche annunciate solo per rastrellare voti negli ultimi anni sono progetti che esistono solo sulla carta». Sul fronte dello sviluppo «restano i dubbi su tutti i progetti industriali», meno che su quelli delle cisterne. «Uno scandalo indegno che rappresenterà uno sfregio indelebile sul litorale cittadino, già compromesso dagli accordi cervellotici tra imprenditori del polo nautico e politici stretti e disattesi».

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