Torre Annunziata, la crisi infinita di Ascione: trema il potere casilliano

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Torre Annunziata, la crisi infinita di Ascione: trema il potere casilliano

A Torre Annunziata, al di là delle dichiarazioni di facciata, la crisi di governo cittadino rischia di travolgere anche il blocco di potere casilliano. Il sindaco Vincenzo Ascione, espressione diretta del consigliere regionale più votato alle Regionali, si trova con le spalle al muro. Dalla giunta è stato fatto fuori l’assessore ai lavori pubblici Luigi Ammendola, anch’egli espressione di quella corrente del Partito Democratico. Un sistema che rischia di andare in crisi dal momento che, per ora, nessun ancora di salvataggio politica è arrivata dal leader regionale. Ascione sta provando in queste ore l’ultima di una serie di mosse disperate: un baratto tra gli scontenti per la poltrona da presidente del consiglio che potrebbe evitare la sfiducia al primo cittadino che vuole restare incollato alla poltrona. Intanto è polemica anche sulla nomina della nuova giunta: la seconda in poche settimane dopo lo scandalo che ha travolto il Comune con l’arresto del dirigente. La quarta in pochi anni di governo, segno evidente di un malumore mai sopito. Un esecutivo frutto di accordi con una parte dei Dem che non è andata giù agli alleati e che ha così fatto scatenare una bufera che ha generato una crisi, l’ennesima, in seno ad una maggioranza che perde pezzi e fa scricchiolare la poltrona del sindaco. A questo si aggiunge infatti la mozione di sfiducia che la minoranza ha presentato durante il consiglio comunale di mercoledì mattina: sei consiglieri di opposizione hanno firmato il documento di sfiducia e lo hanno presentato all’assise invitano a discuterne nel prossimo consiglio comunale. Un colpo di scena che fa tremare il primo cittadino perché ha aperto un varco per i dissidenti che hanno già deciso di appoggiare la minoranza nel golpe. Dodici firme per ora ci sarebbero tutte: sei dei consiglieri di minoranza e sei quelli di maggioranza, manca la tredicesima che arriverà dalla maggioranza se non sarà trovato un accordo sull’ultima poltrona rimasta libera: la presidenza del consiglio lasciata vacante dal Rocco Manzo. E’ l’ultima carta che può giocare Ascione per tentare di salvarsi ma solo lunedì sera è stato convocato un nuovo tavolo di discussione. Un sindaco che però potrebbe anche non riuscire nell’accordo visto che le sue parole durante la presentazione della nuova giunta nei giorni scorsi non sono andate giù agli alleati “O si va avanti così o possiamo anche andare a casa”. Una chiusura solo tattica, che però preclude il dialogo con chi è rimasto fuori dalle scelte politiche.   Toni che non sono piaciuti per nulla a chi ha deciso, subito dopo, di avviare contatti con la minoranza. Ma la tredicesima firma per ora sembra rimbalzare da un gruppo consiliare all’altro e c’è chi ha preteso in cambio la poltrona della presidenza del consiglio. Un baratto per ora ancora tutto da giocare. La bufera giudiziaria, dopo l’arresto per tangenti del capo dell’ufficio tecnico, potrebbe essere solo agli inizi. Anche per questo trema il Comune.

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