Sorrento. Pineta sotto sequestro, c’è l’inchiesta sui fondi

Salvatore Dare,  

Sorrento. Pineta sotto sequestro, c’è l’inchiesta sui fondi

La Procura di Torre Annunziata continua a indagare sullo scempio della pineta Le Tore di Sorrento. E, in particolare negli ultimi giorni, ha deciso di accendere i riflettori sul finanziamento di 204mila euro riconosciuto dalla Città metropolitana di Napoli per il cosiddetto “rimboschimento” del polmone verde dove, stando alle accuse mosse dagli ambientalisti e condivise dai magistrati – che a novembre hanno fatto sequestrare l’area – si sono snodati interventi illeciti. Si tratta di ipotesi che riguardano anche l’attività di smaltimento della legna. Sulla questione dei fondi giunti da palazzo Matteotti, di recente, c’è stato un esposto a Torre Annunziata sostenuto pure dal M5S che, a detta della parlamentare Carmen Di Lauro, ritiene che nelle procedure amministrative per l’erogazione delle risorse economiche non c’erano tutti gli atti necessari. Un vero e proprio giallo su cui la Procura guidata da Nunzio Fragliasso intende fare completamente chiarezza. Ad apporre i sigilli alla pineta furono i carabinieri forestali di Castellammare di Stabia interventi per eseguire un sequestro preventivo. I magistrati ipotizzano sia violazioni ai vincoli paesaggistici sia possibilità di danneggiamento ambientale. Ma si indaga anche per capire come viene smaltito il legname e se l’iter che ha portato il Comune ad aprire i cantieri nella pineta – sulla carta si parla di interventi per potenziare il patrimonio arboreo con la precedente sostituzione delle piante malate o a rischio crollo – si sia snodato regolarmente. Il sindaco Massimo Coppola, a seguito del sequestro, è stato nominato custode giudiziario ed alla base dell’intervento dei forestali pesa un corposo esposto elaborato dal Wwf Terre del Tirreno attraverso il presidente della sezione locale Claudio d’Esposito. I lavori del Comune di Sorrento, avviati già da mesi, come evidenziano nella denuncia trasmessa alla Procura da parte degli ambientalisti, beneficiano di un finanziamento della Città metropolitana di Napoli di 204mila euro, oltre che dell’apporto di soggetti privati quali Timberland e Terna (che si è fatta carico pubblicamente della piantumazione di 565 essenze). L’amministrazione, già prima delle elezioni, aveva impresso un’accelerata alle opere che però cozzano con le pesanti perplessità sollevate dagli ambientalisti. Su cosa si basano le denunce del Wwf? Innanzitutto sul fatto che la pineta ricade in un’area di 0,86 ettari che rientra all’interno dell’area destinata a parco territoriale (zona otto) del Piano urbanistico territoriale dell’area sorrentino amalfitana ed è sottoposta a tutela paesaggistica. Insomma, per farla breve: come già indicato nelle denunce, a detta di d’Esposito è necessario approfondire il caso e capire se vi sono tutte le autorizzazioni e i pareri necessari, compresi quelli della Soprintendenza e dell’ente parco regionale dei Monti Lattari. A quanto pare, i lavori venivano portati avanti da una cooperativa. Anche il ministero dell’ambiente vuole arrivare alla verità sullo scempio della pineta Le Tore. La querelle è pure sulla scrivania del ministro dell’ambiente Sergio Costa visto che è stata prodotta un’interrogazione parlamentare 5S.

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