Reddito di cittadinanza ai camorristi: ecco tutti i nomi

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Reddito di cittadinanza ai camorristi: ecco tutti i nomi

Undici clan della zona vesuviana avrebbero messo le mani sul red- dito di cittadinanza. Dai Gionta di Torre Annunziata ai Cesarano e i D’Alessandro di Castellammare di Stabia. E ancora i Limelli-Vangone di Boscotrecase gli Ascione-Papale di Ercolano e Torre del Greco. E il Quarto Sistema, i Gallo-Cavalieri, i Di Gioia, i Mazzarella. Un vero e proprio esercito di boss e affiliati condannati per associazione per delinquere di stampo mafioso negli ultimi 10 anni. In tutto 400 nomi di criminali inseriti nello stato di famiglia dei loro parenti che hanno chiesto l’accesso al bonus voluto con forza dal Movimento 5 stelle. L’ultimo atto di un’inchiesta mastodontica culminata in 120 perquisizioni tra Napoli e provincia e sequestri per più di un milione di euro complessivo. Un intervento che ha coinvolto quattro Procure: Napoli, Napoli Nord, Nola e Torre Annunziata. Alla base dell’indagine un fitto scambio di informazioni tra l’Inps e la Guardia di Finanza che ha condotto le indagini. Le indagini Sono stati gli uomini del comando provincia- le di Napoli ad eseguire le perquisizioni nei con- fronti dei camorristi o dei loro familiari. Sotto sequestro sono fini- te le somme incassate indebitamente e an- che le carte prepagate utilizzate per incassa- re il bonus. L’attività investigativa è stata effettuata dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria di Napoli e del gruppo di Torre Annunziata, mediante un’accurata analisi orientata a verificare i requisiti per la legittima di percezione del beneficio. È stato così possibile individuare centinaia di domande presentate dai soggetti residenti nella provincia di Napoli nonostante la sussistenza di “cause impeditive”. Il reddito di cittadinanza, infatti, viene concesso ai nuclei familiari nei quali non ci sono soggetti che negli ultimi 10 anni hanno incassa- to condanne per reati aggravati dalle finalità mafiose. Uno dei pochi paletti inserito nella riforma bandiera dei 5Stelle. Gli indagati sono accusati di aver «omesso informazioni dovute» al fine di «ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza». I nomi In questo solco rientra- no i provvedimenti di sequestro preventivo d’urgenza emessi dal- le varie Procure della Repubblica coinvolte nella mega-indagine. Tra i nomi coinvolti spiccano quelli di Francesco Inserra, legato al clan Cesarano, Giuseppina Todisco di Santa Maria la Carità. E ancora i familiari di Giuseppe Bellarosa, uomo del clan D’Alessandro, Giovan Battista Panariello e ancora i parenti di Ernesto Samà, condannato per camorra e vicino agli Esposito dei Lattari. I sospettati ai quali è stato notificato il provvedimento avrebbero indebitamente incassato il sussidio statale per cifre che vanno dai 4918 ai 13.283 euro a testa. Sul fronte torrese, invece, c’è Ciro Giona, legato al clan Formico- la di Torre del Greco. E ancora i parenti di Gennaro Longobardi, uomo di spicco dei Gionta. Con loro risultano coinvolti nell’in- chiesta – come beneficiari diretti oppure come soggetti condannati non citati nelle certificazioni – Gerardo Ausiello, Michele Capozzi, Luca Che- rillo, Alberto Cinque, Antonio Gallo, Giuseppe Napoli, Anna Paduano, Silvio Serpe, Pasquale Gallo, Giuseppe Ranieri, Natale Cherillo, Antonio Turi, Catello Autiero, Mariagrazia Giordano, Vincenzo Pisacane (ritenuto uomo di punta dei Gionta) Vincenzo Gargiulo, Salvatore Gallo, Vin- cenzo Scarpa, Pietro Cacciola, Alfredo Oliva e Bernardo Gallo. A carico degli indagati è stato eseguito il sequestro della carta “Postamat Rdc” e anche le somme giacenti sui conti riconducibili ai sospettati e comunque nella loro disponibilità.

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