Castellammare, il patto segreto tra Moscarella e i ras della droga

Ciro Formisano,  

Castellammare, il patto segreto  tra Moscarella  e i ras della droga

Tra i tanti atti di cui si compone l’inchiesta che ha squarciato i veli sull’esistenza di un nuovo clan a Castellammare di Stabia, c’è una lista. Un quaderno zeppo di nomi, cifre e “caffè” da pagare. Per gli inquirenti si tratta di una prova importante. Il libro mastro degli spacciatori che rappresenta uno degli elementi di connessione tra i boss del rione Moscarella e alcuni gruppi di pusher autonomi ritenuti in affari con Raffaele Polito e Silverio Onorato, entrambi considerati dall’Antimafia i capi promotori dell’organizzazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un retroscena che emerge dalle 400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che nei giorni scorsi ha portato a decine di arresti svelando, tra le righe, le mire del nuovo gruppo, pronto a rappresentare un sistema criminale autonomo e scollegato dalle storiche dinastie criminali del territorio: i D’Alessandro e i Cesarano. Un gruppo armato, spietato, pronto alla faida che incassava soldi a palate con lo spaccio di cocaina e marijuana. Anche in quest’ottica andrebbero letti i rapporti d’affari che quelli di Moscarella avrebbero creato con i titolari di alcune piazze di spaccio della città. Realtà scollegate, come detto dall’organizzazione criminale, ma capaci di rifornire il gruppo in caso di necessità per far fronte alle richieste dei clienti delle piazze di spaccio del quartiere. Un mosaico nel quale si inquadrerebbero – secondo l’Antimafia – le figure di Vittorio Massa, Valeria Lanzieri e Adelina Donnarumma. Tre indagati, accusati di spaccio di stupefacenti, che avrebbero avuto rapporti con Moscarella. Il loro gruppo, attivo nella zona di via Schito, era già finito nel mirino delle forze dell’ordine da diverso tempo. Come dimostra, appunto, l’arresto per spaccio di Massa. Un’operazione nel corso della quale, i carabinieri, riuscirono a sequestrare anche una fitta lista di nomi e cifre che ha consentito agli inquirenti di ricostruire la clientela del gruppo e anche – sostengono i pm – i rapporti con Moscarella. Al centro del fascicolo alcune intercettazioni ambientali captate dagli 007 della Dda all’interno del carcere di Poggioreale dopo l’arresto di Massa. In quella circostanza – come sottolinea il giudice per le indagini preliminari nelle motivazioni poste alla base dell’arresto – l’indagato avrebbe «passato la consegna alle due donne» illustrando a entrambe «come operare, segnalare i clienti» e raccogliere i crediti vantati nei confronti dei tossici al servizio del gruppo. Al centro dell’indagine ci sono però anche altre intercettazioni telefoniche che per l’accusa confermerebbero i costanti rapporti d’affari instaurati tra il gruppo di via Schito e Moscarella. Nelle carte di parla di possibili “prestiti” di droga tra le due realtà criminali individuate dall’inchiesta. ©riproduzione riservata

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